Editoriali | 30 luglio 2020, 10:03

Conte: piogge di miliardi ma raddoppiano i pasti alle mense dei poveri. Dove sta la verità? Di Carlo Manacorda*

Le due facce contraddittorie dell'Italia: piogge di miliardi (annunciati), raddoppio di pasti alle mense di poveri (certi). La “potenza di fuoco” che dovrà arrivare nelle tasche degli italiani e quanto arriverà veramente. Prendetevi tre minuti per leggere l'articolo e capirete quanto, quando e se arriveranno le cifre annunciate. Per chi resterà senza reddito ci sarà il bonus monopattino di consolazione

Conte: piogge di miliardi ma raddoppiano i pasti alle mense dei poveri. Dove sta la verità? Di Carlo Manacorda*

Economicamente parlando, oggi l’Italia si presenta con due facce. Prima faccia. Quasi quotidianamente, Conte annuncia piogge di miliardi che dovrebbero cadere sul Paese. Seconda faccia. Ci sono piogge, ma di licenziamenti, di imprese che non tirano più su la serranda (una su tre, secondo l’Istat), di dati forniti da autorevoli organismi sulla povertà verso la quale sta scivolando il Paese. Alcuni di questi dati. La Commissione europea stima che, nel 2020, ci sarà una perdita di ricchezza per l’Italia, rispetto al 2019, dell’11,2%. Sulla base di uno studio recente, la Banca d’Italia valuta che un terzo delle famiglie italiane ha disponibilità finanziarie per tirare avanti soltanto per tre mesi. Senza guadagni, il 55% della popolazione cadrà nella soglia di povertà. Ancora l’Istat indica in 1/1,5 milioni i posti di lavoro “a rischio” entro la fine dell’anno.

Sulla prima faccia, ci sono annunci e atti governativi. Sulla seconda compare, in conseguenza dei dati suddetti, il raddoppio dei pasti distribuiti dai centri caritativi e dei pacchi consegnati dal Banco alimentare. Quale faccia presenta la verità sullo stato reale del Paese? Libero ciascuno di scegliere se stia nella prima o nella seconda. La scelta non può, tuttavia, prescindere da una riflessione. Scegliendo la seconda faccia, ci si basa su dati esistenti, certi e inequivocabili. Per scegliere la prima, è utile conoscere qualche elemento in più poiché gli annunci e gli atti governativi sono sempre fumosi e poco comprensibili dai comuni mortali.

All’inizio, ci sono le “potenze di fuoco” proclamate da Conte con i decreti “Cura Italia” e “Liquidità”. I miliardi che dovevano piovere immediatamente esistevano forse soltanto nella mente del Capo del Governo e della sua maggioranza. La pioggia si è tradotta in poche gocce. Cittadini e imprese ― che dovevano ricevere la pioggia miliardaria ― hanno dichiarato di essere rimaste quasi all’asciutto, avendo ricevuto poco o nulla. Poi è stato annunciato il decreto “Rilancio” da 55 miliardi. Ma il decreto non ha copertura finanziaria. Quindi, per pagare le spese che prevede, occorrerà aumentare il debito pubblico. Quando si saranno venduti i titoli di Stato emessi per coprire le spese previste nel decreto, cominceranno ad arrivare un po’ di fondi per distribuire i bonus promessi, compresi quelli per comprare biciclette e monopattini.

Incidentalmente, si può fare una domanda al Governo: ma non sarebbe meglio creare lavoro dando reddito ai cittadini, e poi lasciare che ciascuno si compri ciò che vuole? Pare di essere tornati al regno della monarchia francese dove la regina Maria Antonietta, mancando il pane da mangiare, suggeriva di dare al popolo, al suo posto, brioches. Dice il Governo: non hai reddito, ma comprati un monopattino! (e qui i commenti sulle illuminate linee di programmazione economica del Governo giallo-rosso non finirebbero mai). Inoltre, per far funzionare il decreto “Rilancio”, occorrono 155 decreti. ― alcuni da emanare entro sei mesi e 29 da farsi quando si vorrà, non essendo prevista scadenza per l’emanazione ―. Se queste sono le piogge del decreto “Rilancio”, c’è ancora tempo per aprire l’ombrello.

Poi ci sono i 209 miliardi che dovrebbero arrivare dall’Europa attraverso il Recovery fund (fondo di recupero/ripresa). Con l’intensità con la quale ne parla il Governo (ben rafforzata dai mezzi d’informazione), sembrerebbe che basti fare uno schiocco di dita e i 209 miliardi entrano, immediatamente, nelle casse dello Stato. Il processo è un po’ diverso.

L’Europa erogherà i fondi ai vari Stati tra il 2021 e il 2023 (70% nel 2021-2022 e 30%, entro la fine del 2023). Dei 209 miliardi che dovrebbero essere dati all’Italia, 127,4 sono a prestito ― e andranno rimborsati a partire dal 2027 ―, e 81,4 sono (si dice) a fondo perduto. Ma qui stanno gli annunci fumosi. L’Italia ― come tutti gli altri Paesi dell’Unione europea ― dovrà partecipare al rimborso dei 750 miliardi del Recovery fund. I 750 miliardi del Fondo sono soldi che il mercato presta all’Europa e che l’Europa dovrà restituire. Per restituirli, sono previsti due meccanismi: le tasse ― come quella sulla plastica che l’Europa intende istituire ―, e i contributi che ogni Paese dovrà versare al bilancio comunitario. L’importo che l’Italia dovrà rimborsare all’Europa in termini di contributo è di 40,6 miliardi. In questo rapporto tra avere e dare, del contributo a fondo perduto resteranno all’Italia poco più di 40 miliardi.

Per ottenere i fondi, anche l’Italia dovrà presentare all’Europa, entro la metà di ottobre, un Piano triennale coerente con le raccomandazioni europee. In concreto, l’Italia deve fare una riforma della giustizia, del fisco e del lavoro. Il Piano sarà esaminato dalla Commissione europea entro due mesi dalla presentazione. Però potrebbero essere fatti ritocchi (in meno) nel 2022 che ricadranno sulla quota del 2023.

Il Piano sarà approvato dal Consiglio europeo, a maggioranza qualificata, su proposta della Commissione entro un mese dalla proposta. Se durante l’esecuzione del Piano un Paese non lavora per conseguire gli obiettivi indicati, un altro Paese può chiedere al Consiglio che si pronunci su questo comportamento (il cosiddetto “freno”). In attesa della decisione, per questo Paese sotto giudizio si ferma l’erogazione dei contributi. Anche per i fondi europei c’è dunque ancora tempo per prendere l’ombrello e aprirlo per raccogliere la pioggia di miliardi.

Il Governo sa bene che la pioggia di miliardi è di là da venire. Però continua a bluffare, ingannando i cittadini. Frattanto, e astutamente, rosicchia un po’ di risparmio agli italiani con BTP Futura e simili specchietti per allodole (soliti maxi-inganni per i risparmiatori; ma questa è un’altra storia). Molti italiani gli hanno dato parte dei 6,13 miliardi incassati vendendo il BTP Futura. Così, mentre il Governo da un lato annunciava i miliardi ma pietiva di non poter rinviare i versamenti dell’IVA di luglio da parte dei contribuenti avendo necessità di incassare subito 8,4 miliardi per disporre di un po’ di liquidità, dall’altro ne stava già incassando oltre 6. Chissà cosa ha fatto di questi.

*Carlo Manacorda, docente di Economia Pubblica ed esperto di bilanci dello Stato

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