Editoriali | 02 luglio 2019

Il terrorismo in Europa? La minaccia viene dai gruppi indipendentisti, jihadisti e di estrema sinistra-anarco insurrezionalisti. Il terrorismo di estrema destra è irrilevante. Di Claudio Bertolotti*

Nel 2018 gli attacchi terroristici perpetrati da gruppi di estrema sinistra e anarco-insurrezionalisti in Europa seguono quelli di matrice jihadista.Il terrorismo di estrema destra è irrilevante. Lo rivela il report Europol. Una sintesi analitica

La realtà dei numeri a confronto con la percezione dell’opinione pubblica e dei media: gli attacchi terroristici perpetrati da gruppi di estrema sinistra e anarco-insurrezionalisti nel 2018 in Europa – per un totale di 19 eventi, di cui 13 in Italia – si situano al secondo posto dopo quelli di matrice jihadista – 24 azioni, che hanno provocato 13 morti; al primo posto il terrorismo etno-nazionalista, con 83 episodi. In ultima posizione gli attentati terroristici attribuiti all’estrema destra, con un singolo evento.

Sono questi i numeri ufficiali appena resi noti dall’Europol, attraverso la pubblicazione del report annuale Te-SAT (Terrorism Situation and Trend Report 2019) che indica come nel complesso la violenza del terrorismo sia diminuita in termini assoluti, sebbene in maniera differente in base all’ideologia di riferimento e a giustificazione degli atti di terrorismo.

Nel complesso si impone l’inconsistenza degli attacchi attribuiti a gruppi di estrema destra, storicamente marginali nelle statistiche del terrorismo in Europa: un solo evento nel 2018, a fronte dei cinque registrati nel 2017.

Diminuiscono anche gli attacchi terroristici dell’estrema sinistra e dei gruppi anarco-insurrezionalisti: 19 eventi nel 2018 rispetto ai 24 del 2017.

Le azioni maggiormente rilevanti rimangono quelle riconducibili ai gruppi etno-nazionalisti: 83 contro le 137 del 2017; sebbene quelle più pericolose in termini di danni e vittime rimangano le azioni terroristiche associate allo jihadismo: 24 eventi nel 2018 contro i 33 del 2017.

Il Regno Unito è il paese più interessato dalle azioni violente del terrorismo indipendentista, in particolare da parte dei Dissident Republican (seguito da Francia e Spagna – Euskadi ta Askatasuna e Resistencia Galega); la Francia è invece il Paese nel mirino del terrorismo jihadista (seguita dal Regno Unito).

L’Italia, nella graduatoria europea, è il Paese più colpito da attacchi di estrema sinistra: il 70% di tutti gli attacchi in Europa. Nel nostro Paese, questi gruppi terroristici hanno confermato la propria volontà violenta, l’intensità e il modus operandi rilevati negli ultimi cinque anni. La Federazione Anarchica Informale / Fronte Rivoluzionario Internazionale (FAI/FRI) è considerato il gruppo più pericoloso. È tristemente noto per le sue campagne contro bersagli italiani e stranieri, attraverso l’impiego di IED (ordigni esplosivi improvvisati) o pacchi bomba. Altri gruppi terroristici anarchici hanno preso di mira obiettivi fisici, quali sedi di partiti, e gruppi di estrema destra.

Una fotografia della violenza, quella consegnata dall’Europol, che descrive come il terrorismo continui a costituire una grave minaccia per la sicurezza degli Stati membri dell’Unione Europea. Da quelli più cruenti, come quelli jihadisti di Trèbes, Parigi, Liegi e Strasburgo che hanno portato alla morte di tredici persone, a quelli dell’estrema sinistra: un‘evoluzione della forma di violenza terroristica che tende a imporsi sempre più come un mezzo di confronto e competizione politica. I terroristi, di qualunque appartenenza politica e ideologica, si impongono come soggetti che non solo mirano a uccidere e ferire, ma anche a dividere le nostre società diffondendo odio e intolleranza.

(Pubblicazione autorizzata da www.startinsight.eu)

 

*Claudio Bertolotti, analista strategico, direttore di START InSight

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