lineaitaliapiemonte.it | 06 novembre 2026, 14:56

Università occupata, il Fuan chiede al ministro Bernini il rispetto delle regole

Intanto la Regione mette a disposizione le sue sedi per garantire la didattica in presenza. La rettrice Prandi: «Mi auguro che questa disponibilità possa essere raccolta anche da altre istituzioni e realtà del territorio»

Università occupata, il Fuan chiede al ministro Bernini il rispetto delle regole

TORINO - Una delegazione dei rappresentanti degli studenti del FUAN-Azione universitaria ha incontrato il ministro dell’Università Anna Maria Bernini, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il vicepresidente della Regione Piemonte Maurizio Marrone.

«È inaccettabile che l’Università di Torino, di fronte all’occupazione del Campus Luigi Einaudi, scelga di sacrificare la didattica in presenza anziché pretendere la restituzione degli spazi» spiegano i rappresentanti del FUAN. Il rischio - dicono ancora dal movimento vicino a FdI - è di premiare chi si impossessa di una struttura pubblica e penalizzare tutti gli altri studenti «che hanno il diritto di frequentare regolarmente le lezioni».

Sempre il Fuan ricorda come il decreto ministeriale 1835 del 6 dicembre 2024 disciplini la didattica a distanza. Per i corsi convenzionali stabilisce un limite massimo di un terzo delle attività formative a distanza. Lo stesso decreto ammette poi deroghe temporanee in situazioni emergenziali, ma prevede che il provvedimento dell’ateneo sia sottoposto al nulla osta del ministero. «UniTo chiarisca dunque quale sia il fondamento normativo della propria decisione e se abbia ottenuto le necessarie autorizzazioni» la richiesta dei rappresentatnti del Fuan.

Intanto UniTo ha accolto la proposta del presidente Alberto Cirio e della Regione Piemonte di mettere a disposizione spazi per consentire, se sarà necessario, a studentesse e studenti di tornare a frequentare le lezioni in presenza in sedi alternative. Già programmato un sopralluogo per definirne le modalità di utilizzo.

«La didattica in presenza è fondamentale per la qualità della formazione e della vita universitaria» ha detto la rettirce Cristina Prandi. «Mi auguro che questa disponibilità possa essere raccolta anche da altre istituzioni e realtà del territorio».