Oggi l'Italia entra in una schizofrenia giuridica.
Abbiamo un uomo condannato in via definitiva che sta ancora in carcere, mentre chiediamo il rinvio a giudizio di un altro uomo per lo stesso identico omicidio commesso da una sola persona.
Non è più cronaca, è coscienza costituzionale.
Perché il vero scandalo non è il nome del colpevole. È che per un solo cadavere avremo presto due moventi incompatibili, due dinamiche incompatibili, due verità incompatibili.
E una delle due condanne sarà per forza una condanna senza verità.
Se lo Stato accetta di tenere in carcere un uomo mentre ne processa un altro per lo stesso fatto, l'articolo 27 della Costituzione non è più calpestato. È cancellato.
E la revisione della condanna di Stasi non è un favore che facciamo a Stasi. È un dovere che lo Stato ha verso se stesso. Perché un Paese che accetta di convivere con due verità opposte, non ha più Giustizia.





