Prendete un Paese che dal 1993 cambia legge elettorale ogni sette anni. Prendete una classe politica che ha perso il 40% di elettori per strada perché la gente non si sente più rappresentata. Cosa fate? Fate una legge per rappresentare meglio la gente?
No. Fate una legge per assicurarvi che, anche con il 40% di gente in meno che vota, voi restiate esattamente dove siete.
Benvenuti nello Stabilicum.
Approvato il 8 ottobre 2026 con 227 voti a favore e 164 contro, questo mostro giuridico è di una sincerità disarmante se lo leggi senza il comunicato stampa di Palazzo Chigi.
Punto primo: il premio di 105 seggi al 42%
Ci dicono che è un premio di governabilità. Falso. Un premio di governabilità lo dai a chi dimostra di saper governare. Questo lo dai a chi arriva primo, anche solo di un voto, purché abbia il 42%. È un premio di posizionamento. È come dare la medaglia d'oro non a chi corre più veloce ma a chi si mette meglio al via.
E quel numero, 42, non è casuale. È la soglia che trasforma una vittoria risicata in un plebiscito parlamentare. Prendi il 42% dei voti, ottieni il 55% dei seggi. In nessun Paese normale succede. In Germania, con il 42% governi solo se trovi un altro partito che ti sopporta. In Francia, con il 42% al primo turno non governi proprio, vai al ballottaggio. In Italia, con lo Stabilicum, con il 42% diventi padrone.
Punto secondo: le preferenze finte
Ci ridanno le preferenze! Esultiamo! Dopo 20 anni di liste bloccate, finalmente possiamo scegliere il nostro parlamentare!
Sì, ma quale?
Uno su sette. Il capolista è bloccato. Il primo nome lo sceglie il leader. Tu scegli dal secondo al settimo. Vuol dire che il 90% dei big - ministri, sottosegretari, capicorrente - si metterà capolista ovunque, blindato. A te restano le briciole e la fatica di fare campagna preferenziale contro il tuo compagno di partito nello stesso collegio.
Non è il ritorno della preferenza. È il ritorno del voto di scambio legalizzato tra correnti.
Punto terzo: le 6.000 firme, ovvero "voi non passate"
Questa è la parte che fa più arrabbiare. Per una nuova lista, 6.000 firme per collegio. Non per circoscrizione. Per collegio.
Sapete cosa vuol dire? Vuol dire che se domani un gruppo di sindaci, di studenti, di imprenditori vuole presentarsi, deve raccogliere circa 400.000 firme autenticate in tutta Italia in due settimane, con gli uffici comunali che chiudono alle 12.
Non è una soglia. È un muro. È stato costruito apposta per evitare che succeda di nuovo quello che successe con i 5 Stelle nel 2013 o con la Lega nel 1990: qualcuno che entra da fuori e rompe il giocattolo.
E poi, per chiudere, l'obbligo di indicare il candidato premier. Così personalizziamo tutto. Così non parliamo più di sanità, salari, tasse. Parliamo solo di chi è più simpatico in TV.
Lo Stabilicum non stabilizza il Paese. Stabilizza loro.
Stabilizza i loro posti, i loro gruppi parlamentari, i loro finanziamenti pubblici.
E lo chiama "riforma che permette agli italiani di scegliere tutto".
Certo. Possiamo scegliere tutto. Tranne di mandarli a casa.





