Cronaca | 07 giugno 2022, 18:57

Gender Equality Plan. Il Politecnico presenta le linee di intervento per la valorizzazione delle donne nella scienza

Al Politecnico di Torino l’evento “La Strada per la diversità”. Nell’occasione la Sala ex Consiglio di Facoltà è stata intitolata a Emma Strada, prima laureata in Ingegneria in Italia e prima iscritta all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino. Ed è stato illustrato il documento che indica le aree tematiche su cui l’Ateneo piemontese intende articolare le proprie politiche per il raggiungimento dell’equità di genere.

L'intitolazione della Sala ex Consiglio di Facoltà a Emma Strada, prima laureata in Ingegneria in Italia e prima iscritta all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino

L'intitolazione della Sala ex Consiglio di Facoltà a Emma Strada, prima laureata in Ingegneria in Italia e prima iscritta all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino

Il gender gap è un vuoto ampio da colmare. Anche in un campo libero come l’università alle donne viene lasciato ancora poco spazio, sia in termini di posizioni ricoperte, sia di responsabilità. Se ne è parlato oggi al Politecnico di Torino, nel corso dell’evento “La Strada per la diversità”. Nell’occasione la Sala ex Consiglio di Facoltà è stata intitolata a Emma Strada, prima laureata in Ingegneria in Italia e prima iscritta all'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino. Ed è stato illustrato il Gender Equality Plan 2021-2024 “Obiettivo diversità”, documento che indica le aree tematiche su cui l’Ateneo piemontese intende articolare le proprie politiche per il raggiungimento dell’equità di genere.

Sono intervenuti il Rettore Guido Saracco, il Direttore Generale Vincenzo Tedesco, la Vicepresidente dell'Ordine Fabrizia Giordano, il direttore del DISEG – Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica del Politecnico Giuseppe Ferro, la presidentessa di AIDIA – Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architette fondata da Emma Strada Maria Acrivoulis e la famiglia Strada.

Ad accendere il dibattito anche la presentazione di una Instant Survey, utile a sondare la percezione delle tematiche di genere fra i partecipanti. A partire da questi risultati si è infatti animata una tavola rotonda sugli obiettivi del Gender Equality Plan con Tania Cerquitelli, Presidente CUG, Stefano Corgnati Vice Rettore per le politiche interne, Claudia De Giorgi Vice Rettrice per la Qualità il Welfare e le Pari Opportunità e Arianna Montorsi Referente del Rettore per la parità di genere e la diversità.

Alla dottoressa Margherita Bongiovanni è spettato invece l’incarico di tratteggiare il profilo di Emma Strada e di soffermarsi sulla sua modernità. Non a caso proprio la prima ingegnera d’Italia è stata scelta come testimonial nella campagna di immatricolazioni delle studentesse di Ingegneria.

 

Gender Equality Plan. Il giusto riconoscimento al merito delle donne nella scienza

La necessità di riequlibrare, in ottica di genere, tutta la realtà universitaria, a partire dagli studenti per arrivare fino alle massime cariche accademiche e scientifiche, è ormai riconosciuta come indispensabile per accogliere e dare il giusto riconoscimento al merito individuale. Di qui le necessarie misure.

 

Sei aree di intervento per il Gender Equality Plan

Il Gender Equality Plan è strutturato in sei aree di intervento: conciliazione tra vita e lavoro, equità di genere in reclutamento e carriera, equilibrio di genere nelle posizioni di leadership, ricerca e formazione sul genere, contrasto alle molestie, aumento delle studentesse di Ingegneria.

Ogni area si declina in più obiettivi e azioni specifiche da effettuare nel triennio, per un totale di 15 obiettivi e 65 azioni. Il monitoraggio annuale avviene attraverso cinque macro indicatori di performance e venti microindicatori, e può essere seguito anche sull'area dedicata del sito istituzionale.

Si spazia dalla formazione alla comunicazione, agli incentivi. In particolare si prevede una manifestazione di interesse per la chiamata diretta di docenti e ricercatrici di tutto il mondo che vogliano trasferirsi al Politecnico. Quindi incentivi per la riduzione e rimozione del cosiddetto “soffitto di cristallo”. Infine speciali linee guida di ateneo per la parità di genere e la diversity negli eventi e l’adozione di un vademecum per l'utilizzo di un linguaggio inclusivo nei documenti ufficiali e sul sito di ateneo.

Riceverà inoltre impulso il progetto WeAreHERe, che nel suo primo triennio di vita ha già fatto balzare le immatricolazioni femminili a ingegneria dal 23.5% al 27.5% (da 1000 a 1200), con un aumento relativo di oltre il 15% dopo un decennio di stasi.

 Bilancio di Genere "Diversità è eccellenza".

Per sviluppare il suo programma, il Politecnico di Torino ha svolto un’approfondita analisi di contesto, confluita nel Bilancio di Genere "Diversità è eccellenza". Pubblicato nel 2020, il documento si allinea agli obiettivi del Piano Strategico di Ateneo “PoliTO4Impact” e a quelli europei. In questa prima indagine emerge purtroppo il persistere dei fenomeni di segregazione: sia orizzontale, come la minoranza di donne nelle aree tecnico scientifiche, sia verticale, con la maggiore difficoltà di carriera femminile. Tutto nonostante le performance particolarmente brillanti di studentesse e di docenti donne.

  

Redazione

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