lineaitaliapiemonte.it | 23 luglio 2021, 16:19

Dalla prossima settimana scioperi in decine di aziende torinesi contro i licenziamenti

L'iniziativa delle segreterie nazionali di Fim – Fiom - Uilm contro i licenziamenti e le delocalizzazioni dopo la scadenza del blocco dei licenziamenti prevede due ore di sciopero con assemblea in numerose aziende dell'area torinese. L'elenco delle aziende coinvolte

Dalla prossima settimana scioperi in decine di aziende torinesi contro i licenziamenti

Per la prossima settimana sono stati indetti scioperi di due ore (in molti casi con assemblee) in decine di aziende metalmeccaniche dell’area torinese nel quadro dell’iniziativa delle segreterie nazionali di Fim – Fiom - Uilm contro i licenziamenti e le delocalizzazioni dopo la scadenza del blocco dei licenziamenti.

Gli scioperi sono indetti unitariamente dalle RSU e riguardano, per il momento, gli stabilimenti di Leonardo Caselle, Collins Aerospace Microtecnica, Avio Aero di Rivalta e Borgaretto, Denso, Maserati Grugliasco, Stellantis sito di Mirafiori, Icsa, Sesia Fucine, Sotras, Sipal, Sicme Orange, ITT Vauda, Dayco di Ivrea, Sata di Valperga, Perardi & Gressino, Siderforge Rossi, Tenneco di Cuorgnè (ex Federal Mogul), Fucine Rostagno, Ethos energy, Webasto, Sogefi, Lear, Comau, Pedal, Dana Graziano, Automotive Lighting, Marelli scarico, Trico, Finder, Elbi, Stat.

Edi Lazzi Segretario generale Fiom Cgil Torino dichiara: appena il governo ha tolto il blocco dei licenziamenti, e nonostante gli impegni di Confindustria, sono partite le procedure dei licenziamenti collettivi da parte di importanti aziende spesso multinazionali. Questo per noi non è accettabile né rispettoso verso i lavoratori che hanno tenuto in piedi il sistema produttivo durante la pandemia mentre miliardi di euro finivano nelle tasche di diverse imprese. Serve una riforma degli ammortizzatori sociali e strumenti a difesa dell’occupazione. Le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici non intendono accettare questa situazione. Confindustria deve rispettare i patti e bloccare i licenziamenti e il governo Draghi deve intervenire subito per risolvere le tante crisi industriali, riformare ed estendere gli ammortizzatori sociali, vincolare gli investimenti europei alla difesa dell’occupazione e della sicurezza sul lavoro, impedire le speculazioni internazionali che distruggono il nostro tessuto industriale”.


C.s.

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