lineaitaliapiemonte.it | 19 luglio 2021, 14:53

Pmi, la situazione migliora ma resta il fiato sospeso per i prossimi mesi

L'indagine congiunturale di Api Torino mostra dati in miglioramento ma per il prossimo semestre le previsioni, pur se positive, indicano un netto ridimensionamento rispetto a quanto registrato nei primi sei mesi di quest'anno. Il presidente Corrado Alberto: “Andamento dei prossimi mesi da monitorare con la massima attenzione. Le nostre aziende devono fare i conti con una elevata vulnerabilità”

Pmi, la situazione migliora ma resta il fiato sospeso per i prossimi mesi

Il sistema delle piccole e medie imprese torinesi consolida i miglioramenti già registrati sei mesi fa e, soprattutto, guarda al futuro con maggiore fiducia (senza dimenticare tuttavia le questioni da risolvere). “La nostra consueta indagine congiunturale – dice Corrado Alberto, presidente di API Torino -, ci restituisce un quadro consuntivo e uno previsionale certamente migliori di prima. E’ possibile affermare che non si tratta più di un semplice rimbalzo, anche se previsioni per il prossimo semestre, pur rimanendo su livelli positivi, indicano un netto ridimensionamento rispetto a quanto registrato nei primi sei mesi del 2021. Alberto quindi precisa: “Dobbiamo ricordarci che non è ancora arrivato il momento di abbassare la guardia ne’ di fronte al Covid-19, ne’ tantomeno per quanto riguarda le difficoltà che le imprese dovranno affrontare da qui in avanti”. Il presidente dell’Associazione delle PMI poi sottolinea come “l’andamento dei prossimi mesi sarà da monitorare con la massima attenzione. Le nostre aziende devono fare i conti con una elevata vulnerabilità rispetto alle difficoltà di reperimento, alle fluttuazioni dei prezzi delle materie prime, nonché dei costi dei trasporti. Questa persistente condizione, che si aggiunge alle fragilità precedenti e a quelle messe in evidenza dalla pandemia, sta seriamente mettendo a rischio interi comparti manifatturieri, le cui lavorazioni dipendono inevitabilmente dall’importazione di beni”. Alberto quindi conclude: “I numeri positivi devono essere letti tenendo conto, almeno fino alla fine dell’anno, delle diffuse incertezze sull’effettiva ripartenza dell’economia. In altre parole, siamo ancora con il fiato sospeso circa il futuro che potremmo trovarci ad affrontare da qui in avanti. Adesso il territorio deve davvero dimostrare coesione e volontà di crescita”.

Circa i numeri rilevati dall’indagine, Fabio Schena, Responsabile dell’Ufficio Studi di API Torino, sintetizza: “Dopo il rimbalzo di fine 2020, il primo semestre 2021 consolida l’idea secondo cui il picco negativo scaturito dalla pandemia possa ritenersi superato. Tutti gli indicatori congiunturali aziendali registrano saldi positivi e in miglioramento: saldo produzione: +43,8%; saldo ordini: +44,2%; saldo fatturato +36,4%”. Schena quindi aggiunge: “Complessivamente l’indagine congiunturale restituisce un quadro economico locale migliore rispetto al 2020, sebbene per almeno il 35% degli imprenditori le performance siano rimaste invariate rispetto ai sei mesi precedenti: questa condizione mette in luce, per una quota significativa di imprese, la difficoltà a un cambio di passo, reso ancora più arduo dalla sopravvenuta crisi delle materie prime”.

LA SINTESI DEI RISULTATI

• GRADO DI FIDUCIA. Il saldo «ottimisti-pessimisti» sale a +46,3%. La campagna vaccinale attualmente in corso, con un coinvolgimento sempre più significativo della popolazione di lavoratrici e lavoratori, è certamente un fattore chiave e di stabilità che sta contribuendo ad una maggiore fiducia verso la ripresa. Il saldo «ottimisti-pessimisti» raggiunge +52,4% tra le imprese che operano anche verso i mercati esteri, in particolare, tra le imprese che realizzano verso l’estero oltre il 30% del proprio fatturato.

• SETTORE MANIFATTURIERO. I livelli di produzione per il primo semestre 2021 mostrano un recupero incoraggiante, benché parziale rispetto alle ingenti perdite sopportate negli ultimi 18 mesi: il saldo rimbalza a +43,8%. Con riferimento al prossimo semestre, i livelli di produzione sono rivisti in rallentamento, portando il saldo previsionale a +21,3%.

• SATURAZIONE IMPIANTI. Il grado di saturazione degli impianti segna 74,0%, in miglioramento sia rispetto al consuntivo di dicembre 2020 (63,4%) - di 10 punti percentuali - sia rispetto alle attese formulate a marzo sul primo semestre 2021 (69,1%). Le previsioni per il secondo Semestre mostrano una flessione fino al 62,9%.

• INVESTIMENTI. La parziale ripresa degli investimenti nella prima parte dell’anno ha riguardato il 60,8% delle imprese torinesi. Si consolida, pertanto, il 53,4% registrato nella precedente rilevazione. Il 23,3% dei casi ha interessato investimenti economicamente rilevanti. Con riferimento ai prossimi 6 mesi la programmazione di nuovi investimenti potrebbe nuovamente contrarsi fino al 49,2%.

• RITARDI DEI PAGAMENTI. Rimane elevata la quota di imprese che denunciano crediti scaduti. Il fenomeno interessa una platea ancora significativa di PMI (65,6%, sostanzialmente invariato rispetto al precedente 64,9%). Inoltre, crescono le tensioni finanziarie delle imprese che, a fronte di crescenti costi di approvvigionamento, non hanno la forza contrattuale per un congruo adeguamento dei prezzi al cliente. Il 30,3% delle imprese subisce ritardi di pagamento superiori ai «60 giorni».

• CIG. Negli ultimi sei mesi il 25% delle imprese ha utilizzato la Cassa Integrazione Guadagni, in significativo ridimensionamento rispetto al 49,5% del secondo semestre 2020. Per il secondo semestre 2021, solo il 12,1% degli imprenditori che attualmente sta ricorrendo agli Ammortizzatori sociali prevede di continuare ad utilizzarli anche nella seconda parte dell’anno.

• SALDO OCCUPAZIONALE. Il saldo occupazionale per il primo semestre 2021 segna +12,7%, in ripresa rispetto al +2% di sei mesi fa. Per il secondo semestre 2021 le previsioni sono positive, ma in lieve flessione: il saldo previsionale è pari a +8,4%.

• PREVISIONI II° SEMESTRE 2021. Le previsioni per il prossimo semestre, pur rimanendo su livelli positivi, portano gli indicatori congiunturali a un netto ridimensionamento rispetto a quanto registrato nel semestre corrente: saldo previsionale produzione: +21,3%; saldo previsionale ordini: +27,1%; saldo previsionale fatturato: +24,4%. Per il comparto manifatturiero la conferma di questi saldi passa inevitabilmente dalle evoluzioni che subirà nei prossimi mesi il fenomeno sulle materie prime.

Redazione

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