lineaitaliapiemonte.it | 27 gennaio 2026, 16:50

Tavolo Primotecs, no alla cassa integrazione per cessata attività

La vicepresidente Elena Chiorino: «La Regione Piemonte conferma il massimo impegno e un lavoro senza sconti per la tutela dei 157 lavoratori e delle loro famiglie»

Tavolo Primotecs, no alla cassa integrazione per cessata attività

TORINO - Novità per la vertenza Primotecs, l'azienda metalmeccanica di Avigliana, dal 2019 entrata a far parte del gruppo tedesco Mutares e specializzata nella produzione di componenti in metallo che rischia di chiudere i battenti lasciando a casa 157 lavoratori

Nel corso del tavolo riunito al Grattacielo Piemonte alla presenza dei rappresentatnti dei lavoratori e dell'azienda la Regione ha chiesto l'attivazione della cassa integrazione per "area di crisi complessa".

«Una scelta necessaria per guadagnare tempo utile su due fronti strategici: da un lato, per quanto già vagliate dall'azionista, verificare l’interesse di nuove realtà industriali; dall’altro attivare in modo pieno e mirato le politiche attive del lavoro per accompagnarli in percorsi di riqualificazione» ha spiegato Elena Chiorino, vicepresidente e assessore al Lavoro.

L'azienda avrebbe, infatti, tutti i requisiti per otterenere il provvedimento. Secondo i sindacati potrebbe accedere agli ammortizzatori anche per vagliare possibilità di re-industrializzazione i rinserimento degli operai.

L’attivazione della cassa integrazione per area di crisi complessa avrebbe un orizzonte temporale più ampio della cassa integrazione per cessazione, fino al 31 dicembre 2026.