lineaitaliapiemonte.it | 12 marzo 2026, 22:06

13 marzo, giornata di digiuno e preghiera per la pace

L’invito giunge dalla Conferenza Episcopale Italiana e coinvolge tutte le diocesi del Paese. Anche a Torino comunità e parrocchie aderiscono con momenti di preghiera, celebrazioni e iniziative spirituali nel tempo di Quaresima

13 marzo, giornata di digiuno e preghiera per la pace

Una giornata di digiuno e preghiera per invocare la pace nei luoghi del mondo segnati dalla guerra e dalla violenza. È l’iniziativa promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana che ha indetto per il 13 marzo un momento di raccoglimento spirituale rivolto alle comunità ecclesiali di tutto il Paese.

L’invito della CEI nasce nel contesto delle tensioni internazionali e dei conflitti che continuano a provocare vittime e sofferenze. I vescovi italiani hanno chiesto alle diocesi di unirsi in un’unica preghiera, affidando a Dio il desiderio di pace e il cammino di riconciliazione tra i popoli.

La giornata si inserisce nel tempo liturgico della Quaresima, tradizionalmente dedicato alla preghiera, al digiuno e alla carità. Il gesto del digiuno, nella tradizione cristiana, rappresenta un segno di conversione e di solidarietà verso chi vive situazioni di povertà e di difficoltà.

Anche a Torino l’iniziativa è stata rilanciata dalla diocesi, che invita parrocchie, associazioni e gruppi ecclesiali a vivere momenti di preghiera comunitaria durante la giornata. Celebrazioni liturgiche, adorazioni e Via Crucis del venerdì quaresimale assumono in questa occasione un significato particolare di intercessione per la pace.

«Il digiuno e la preghiera sono gesti semplici ma profondi», sottolinea l’arcivescovo di Torino, Roberto Repole. «In un tempo attraversato da guerre e tensioni, la comunità cristiana è chiamata a non rassegnarsi alla logica della violenza, ma a invocare con fiducia il dono della pace e a costruirla nelle relazioni quotidiane».

L’arcivescovo invita i fedeli a vivere la giornata come un’occasione di responsabilità condivisa. «La pace non è soltanto l’assenza di conflitto – aggiunge – ma un cammino che nasce dalla conversione dei cuori, dalla capacità di ascolto e dalla solidarietà concreta verso chi soffre».

La giornata del 13 marzo si presenta così come un segno di unità per le comunità cristiane italiane. Attraverso il digiuno e la preghiera, i fedeli sono invitati a trasformare un gesto personale in un impegno collettivo, ricordando che la pace si costruisce ogni giorno, a partire dalle comunità e dalle relazioni tra le persone.

Redazione