TORINO - Coldiretti chiama gli industriali del latte al senso di responsabilità verso il territorio e nella battaglia comune contro le speculazioni.
Da oltre 5 mesi agli allevatori viene riconosciuto un compenso che in molti casi è addirittura al di sotto dei costi di produzione, una situazione che colpisce soprattutto le aziende gestite da giovani che hanno investito sul loro futuro innovando strutture e infrastrutture per il benessere animale e la qualità del prodotto.
Per affrontare questa situazione insostenibile Coldiretti Torino con una lettera chiede un confronto sindacale urgente alle principali aziende di trasformazione lattiero-casearie del Torinese.
«I prezzi oggi riconosciuti alla stalla – scrive il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici - risultano, per molte aziende, non più compatibili con i costi reali di produzione. Negli ultimi mesi il prezzo del latte alla produzione ha registrato una riduzione significativa, mentre i costi continuano a crescere: energia, mangimi, carburanti e manodopera incidono in modo sempre più pesante sui bilanci aziendali. In queste condizioni, numerose aziende zootecniche stanno lavorando senza margini adeguati, con il rischio concreto di ridurre la produzione o di cessare l’attività. Le aziende agricole sono il primo anello della filiera lattiero-casearia e garantiscono ogni giorno qualità, sicurezza e continuità produttiva. Senza un riconoscimento economico adeguato del latte alla stalla, la tenuta del settore diventa fragile, con ricadute su trasformazione, occupazione e territori rurali».
L’apertura del confronto sindacale deve servire «a individuare soluzioni concrete e tempestive, finalizzate a ristabilire condizioni più equilibrate e a definire un prezzo del latte che tenga conto dei costi di produzione e consenta alle aziende di continuare a operare».
La produzione nel Torinese
Oggi nel Torinese sono attive 803 stalle da latte per oltre 1300 addetti diretti e con oltre 35.000 mucche solo di razza Frisona a cui vanno aggiunte razze tipicamente alpine come la Pezzata Rossa e la Pustertaler-Barant. Una capacità produttiva che garantisce ogni anno oltre 10 milioni 500mila litri di latte fresco. Un latte che deve rispondere a precise caratteristiche di qualità richieste per la produzione dei formaggi tipici del territorio: buona presenza di proteine e di grassi.
Una qualità che è possibile solo con un alto livello di benessere animale e con un’alimentazione bilanciata che incide anche sulla qualità dell’ambiente. La storica tradizione dell’allevamento torinese che affonda le radici nella storia si basa sul fieno ricavato dal prato stabile e sulle coltivazioni di prossimità, soprattutto di mais.
lineaitaliapiemonte.it | 13 marzo 2026, 17:44
Coldiretti apre un confronto con gli industriali del latte: «Troppo bassi i prezzi riconosciuti agli allevatori»
Il presidente Bruno Mecca Cici: «Negli ultimi mesi il prezzo del latte alla produzione ha registrato una riduzione significativa, mentre i costi continuano a crescere: energia, mangimi, carburanti e manodopera»
In Breve
venerdì 13 marzo
giovedì 12 marzo
mercoledì 11 marzo



![Iran, la voce della diaspora a Torino: «La morte di Khamenei non basta, c’è il rischio che il regime vada avanti» [Video] Iran, la voce della diaspora a Torino: «La morte di Khamenei non basta, c’è il rischio che il regime vada avanti» [Video]](https://www.lineaitaliapiemonte.it/typo3temp/pics/m_b8adcb2a52.jpg)

