lineaitaliapiemonte.it | 14 settembre 2022, 16:19

Teksid Aluminium di Carmagnola: quale futuro per i 1000 lavoratori quando non si produrrà più per l'endotermico?

In una lettera indirizzata all'amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, i sindacati Fim Cisl, Uilm, Fismic, Ugl e Rappresentanza AQCF chiedono rassicurazioni circa il futuro della fonderia di Carmagnola Teksid. Se, infatti, il presente non crea problemi, ben diversa rischia di essere la situazione in futuro dal momento che l'azienda produce componenti per il motore endotermico. Preoccupazione per i lavoratori e il futuro del sito: si attende una risposta chiara

Teksid Aluminium di Carmagnola: quale futuro per i 1000 lavoratori quando non si produrrà più per l'endotermico?

La domanda è pertinente e i dubbi sulla risposta lo sono ancora di più. Certo, ora va tutto a gonfie vele: la fonderia di Carmagnola Teksid è in buona salute e, come era stato affermato durante l'incontro di alcuni mesi fa fra le organizzazioni sindacali e i vertici dello stabilimento per tre anni il lavoro c'è “ e inoltre si fa pure dello straordinario”. Ma per il futuro, quando diventerà realtà quell'elettrico destinato, nelle intenzioni, a soppiantare il tradizionale motore endotermico?

“Se nel breve tempo possiamo stare tranquilli, scrivono nella lettera all'amministratore delegato di Stellantis i sindacati, non abbiamo garanzie per gli anni che verranno. Al momento in stabilimento si vedono solo dismissioni di macchinari, ma non si vede nulla a riguardo di nuove produzioni. La Teksid Aluminum di Carmagnola è una fonderia del gruppo STELLANTIS che occupa attualmente circa 1000 lavoratori. Produce componenti per l’AUTOMOTIVE nella quasi totalità teste cilindriche e basamenti motore di tipo ENDOTERMICO. A fronte dello stop dei motori ENDOTERMICI deciso dall’Unione Europea e la conseguente verticalizzazione di STELLANTIS verso i modelli a trazione ELETTRICA, QUALE SARA’ IL NOSTRO FUTURO?

La produzione della Teksid Aluminum verrà convertita su nuove componentistiche per i nuovi modelli elettrici? Quali saranno le prospettive occupazionali? Che conseguenze ci saranno per il nostro territorio? Come verranno tutelate le aziende energivore come la nostra visto che il costo delle materie prime come energia elettrica, metano e alluminio stanno aumentando in modo schizofrenico?

Queste sono le paure dei lavoratori (e delle loro famiglie, 1000). Come consiglio di fabbrica chiediamo delle risposte, vogliamo vedere un piano industriale che ci consideri e che permetta di non desertificare un territorio già provato dalla deindustrializzazione”. Firmato Fim Cisl, Uilm, Fismic, Ugl e Rappresentanza AQCF. In trepidante attesa di una risposta da parte di Carlos Tavares

Redazione

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