Editoriali | 06 giugno 2022, 17:14

La questione del machete e le lacrimucce

Subito libero il giovane marocchino che l'altro giorno inseguiva un conterraneo con un machete: “L'ho trovato e l'ho usato per difendermi”. E ringrazia il giudice. E si scusa con un'anziana colpita da una bottiglia. Il chè pare sufficiente a commuovere una parte della stampa. D'altra parte, a chi non capita di trovarsi fra le mani un machete?

La questione del machete e le lacrimucce

Cominciamo dal fatto che all'indomani del fatto del machete, la rissa tra nordafricani in zona Aurora, durante la quale, ampiamente fotografato, un giovanotto nordafricano rincorreva un conterraneo brandendo un machete, il sindaco di Torino Lo Russo e il prefetto, a margine di un evento, interpellati sui fatti, avevano sottolineato che la persona detentrice del machete stesso sarebbe stata una persona già nota e “disturbata”. Dal chè discende, implicitamente, che si tratta di un caso isolato che va preso come tale, non certo come allarme di una situazione limite che riguarda certe zone di Torino. Transeat.

Ma l'aspetto ulteriormente curioso della questione lo si apprende dal seguito: il giovanotto del machete, un 28ene marocchino, è immantinentemente tornato libero, seppur con obbligo di firma quotidiano in commissariato. Davanti al giudice ha dichiarato di essere stato aggredito da un gruppo di pusher alla fermata del 4. L'inseguito si è dato alla macchia, il detentore del machete, che appare a petto nudo e sanguinante dice che il machete l'ha raccolto da terra. D'altra parte a tutti, prima o poi, capita di trovare un machete. Trovato, raccolto, lo avrebbe usato per difendersi. Il chè costituisce un'altro aspetto curioso dal momento che la foto mostra senza tema di smentita che il giovane non è inseguito ma inseguitore.

Eppure non siamo ancora al clou della storia, che è questo. Univocamente riportato da più organi di stampa nelle pagine della cronaca, pare che il nostro si sia profuso in ringraziamenti al giudice che lo ha rilasciato. Il Corriere della Sera titola: “Torino, ad Aurora armato di machete: il 28enne torna libero e ringrazia il giudice” e La Stampa fa eco con: “Torna libero l’uomo che correva con il machete nel quartiere Aurora: “Grazie giudice!”. La domanda è: sono titoli ironici o i ringraziamenti del branditore di machete al giudice sono ritenuti esaustiva excusatio? Il dubbio sorge perchè negli stessi articoli si fa riferimento al fatto che il Nostro si sarebbe scusato anche con una signora alla quale , nel parapiglia è finito un coccio di bottiglia su un piede: “Non sono stato io ma le chiedo ugualmente scusa” avrebbe detto alla donna. Quasi, quasi, a leggere gli articoli, scende una lacrimuccia. Anzi, viene da piangere. E non è commozione.

Patrizia Corgnati

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