Editoriali | 16 novembre 2021, 23:46

"Anal natrach" il respiro del drago che ipnotizza la popolazione. Di Marco Corrini*

La formula magica che pronunciava Mago Merlino nel film Excalibur risvegliava l'alito del Drago, capace di portare il popolo in uno stato di ipnosi permanente. La storia presenta inquietanti analogie con la pandemia che, come l'alito del dragone cinese, si é diffusa infettando tutto il pianeta, preludio alla realizzazione di un progetto di schiavitù e morte. Ma per cogliere i primi segni del risveglio del dragone è necessario fare un salto indietro andando al novembre del 2011, quando il governo Berlusconi fu seppellito a colpi di uno spread arrivato a quota 600. Ed ecco come arriviamo ad oggi

"Anal natrach" il respiro del drago che ipnotizza la popolazione. Di Marco Corrini*

Anal natrach utvas betod dot chiel dienve, (dal celtico Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha), letteralmente significa: "Alito del Drago, magia di vita e di morte, preludio di realizzazione".

Era la formula magica che pronunciava Mago Merlino nel film Excalibur e risvegliava appunto l'alito del Drago, che nella rappresentazione era una nebbia psichedelica in grado di portare il popolo ad uno stato di ipnosi permanente, e creare le condizioni per la realizzazione di un progetto di vita (nel film) o di morte (nella realtà attuale.

Come non vedere delle analogie nella pandemia che come l'alito del dragone cinese, si é diffusa infettando tutto il pianeta, preludio alla realizzazione di un progetto di schiavitù e morte?

Il risveglio del drago però parte da molto più indietro nel tempo.

Era novembre del 2011, quando il governo Berlusconi fu seppellito a colpi di uno spread arrivato a quota 600, con pesantissime ripercussioni sulla competitività delle nostre imprese.

Il debito pubblico era sotto i 1900 miliardi, il rapporto debito/Pil era 116, e i giornali titolavano "Fate presto".

Tutte, ma proprio tutte le menti semplici faticavano a comprendere il problema.

Sarebbe bastato, infatti, che la BCE avesse acquistato i titoli di debito dei paesi in difficoltà per calmierare immediatamente gli spread e riportare equilibrio nella competitività all'interno della UE, dando impulso alla crescita.

É un'operazione che tecnicamente si chiama monetizzazione del debito, e il Giappone la fa ininterrottamente dal 2008.

I tecnici, però, ci spiegarono che era una soluzione impossibile, perché avrebbe avuto conseguenze dirette ed importanti sull'inflazione, e sarebbe stata penalizzante per le economie europee virtuose.

Certo per le menti semplici non fu facile capire che razza di unione avessero in testa i partner nordeuropei al momento dell'adesione alla UE, ma negli anni seguenti divenne molto più chiaro.

Tant'è, arrivò Monti a “salvare” il Paese, e ci restò fino a dicembre 2012, lasciandoci con un debito pubblico sopra i 2000 miliardi, e un rapporto debito/pil di 126,5 ma con entrate fiscali aumentate di molto, anche in modo autolesionista, e un mercato immobiliare, vera forza del paese, massacrato da tasse e burocrazia.

Le stesse menti semplici di cui sopra concordavano nel ritenere che la situazione italiana non aveva tratto alcun beneficio dal governo dei supertecnici, anzi, la situazione si era pericolosamente incancrenita, ma per la UE non era così, e quella che con Berlusconi era un'emergenza comunitaria, dopo Monti pareva essere diventata facilmente gestibile, malgrado la deriva dei conti pubblici italiani fosse disastrosa.

In realtà a mostrare tutti i propri limiti non fu tanto l'Italia, quanto l'intero sistema monetario Europeo, al punto che nel 2012 Mario Draghi pronunciò il suo famoso "whatever it takes", e 3 anni dopo, noi menti semplici, scoprimmo che quello che nel 2011 la BCE non poteva assolutamente fare, nel 2015 era diventato possibile, perfino normale.

Da allora oltre un terzo dei titoli di stato emessi dal nostro paese viene regolarmente acquistato dalla Banca Centrale, col famoso QE, e poiché negli USA, in Giappone, e perfino in Cina, fanno la stessa cosa, i rapporti di cambio tra le valute non si sono modificati molto. Non c'é neppure stata la temutissima spinta inflattiva, anzi, abbiamo perfino conosciuto la deflazione, e questo perché ad essere svalutato a livello globale é stato il lavoro, una svalutazione che ha, di fatto, compensato quella del denaro, mantenendo invariati i prezzi.

Fu allora che, "Anal natrach utvas betod dot chiel dienve", il drago venne risvegliato e il suo alito fu magia di schiavizzazione e di morte.

A quel punto lo spread non fu più un problema, e magicamente l'aumento incontrollato del debito pubblico italiano, fino al record di 2734 miliardi raggiunto a ottobre 2021, é diventato sostenibile, così come pure il rapporto debito/Pil al 160%.

Com'é possibile? Semplice: alla presidenza del Consiglio abbiamo Super Mario e l'alito di morte del drago é lo strumento per realizzare il progetto di un nuovo mondo, in cui ogni libertà é vincolata al potere supremo di uno stato guidato da oscuri personaggi che restando nell'ombra hanno potere di vita e di morte su tutti noi, i loro sudditi adoranti, ignari del dramma che si sta consumando sulla nostra pelle.

Anal natrach utvas betod dot chiel dienve,

una formula magica che inizia con "Anal" non promette nulla di buono, perché alla fine é sempre una grande presa per il...


*Marco Corrini, analista di marketing e scrittore

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