Editoriali | 04 novembre 2021, 09:04

Covid, il caso, per niente strano, dell'Olanda. Che spaventa l'Europa

Vaccinati all'83% gli olandesi avevano ripreso una vita normale, né mascherine, né misure antiassembramento. Ma ora c'è un'impennata di contagi e i decessi sono raddoppiati in pochi giorni. E' davvero così strano? La marcia indietro del governo: da sabato tornano tutte le restrizioni

Covid, il caso, per niente strano, dell'Olanda. Che spaventa l'Europa

Facciamo un salto indietro, a due settimane fa. Dall'Italia mi reco per due giorni in una cittadina del nord dell'Olanda. In poche ore mi sembra di essere catapultata in un altro mondo, o meglio, in un “vecchio” mondo pre-covid. La vita scorre serena, la gente riempie i locali, i negozi, le strade del centro. Ho l'istinto quando entro nei negozi o nei bar di indossare la mascherina che ormai ho nelle tasche di ogni indumento e, sorpresa, non è necessaria, non la mette nessuno. Ma proprio nessuno. Non esistono mascherine. Colgo che non c'è individuo al quale venga in mente di non assembrarsi. E infatti si assembrano tutti ovunque allegramente. Mi accorgo come in questi due anni siamo cambiati: entrare in un negozio e non mettere la mascherina dà una sensazione, lo confesso, di serenità, quasi di irrealtà, una specie di mondo delle favole. In Olanda l'83% della popolazione over 12 è vaccinata. Chi non si vaccina, i pochi, hanno vita dura: il tampone costa tra i 30 e i 40 euro, il molecolare oltre 100; la durata del tampone è 24 ore, non si scappa. E non si scappa neppure nei locali: te lo chiedono anche nel più sperduto del bar se ti siedi a prendere un caffè. Ma se ce l'hai tutto è permesso, di giorno e di sera. Non di notte perchè c'è il coprifuoco a mezzanotte ma gli autoctoni si sono organizzati e hanno furbescamente anticipato la movida e la vita notturna. Così i locali, le discoteche, seppur entro la mezzanotte, sono pieni all'inverosimile, fuori lunghe code di giovanotti e signorine con look più adatti alle serate di Riccione che di un paese del nord, pronti a gettarsi in pista. Ma due settimane fa faceva ancora piuttosto caldo, con una temperatura che non scendeva sotto i 19/20 gradi.

Mi sembrava di essere in un mondo di favola ma, appunto, com'è noto, le favole non esistono. E infatti veniamo agli ultimi giorni. I casi di Covid in Olanda sono aumentati del 44%, i contagi hanno raggiunto i livelli più alti di maggio scorso, i decessi sono raddoppiati in pochi giorni. Il premier olandese Mark Rutte ha annunciato una serie di misure, sostanzialmente quelle che erano state abolite nel mese di settembre (a fronte di alta vaccinazione e bassi contagi) per fare fronte all'impennata di contagi: mascherine ovunque e distanziamento obbligatorio, si torna a incentivare lo smart working e sono attese misure ancora più restrittive.

Il caso preoccupa l'Ue anche perchè è comune ad altri Paesi che dovrebbero essere protetti avendo un alto tasso di vaccinazione. L'osservazione empirica però mostra che le cose non sono andate così e che essere vaccinati è una condizione evidentemente non sufficiente. Gli olandesi si erano sentiti al sicuro, avevano eliminato ogni precauzione e avevano ripreso una vita completamente normale, assistiti da temperature miti che molto probabilmente hanno positivamente inciso sul contenimento dei contagi. Ma sta arrivando il generale inverno. Che potrebbe essere spietato, vaccini o non vaccini. E il caso spaventa perchè tutto fa pensare che non riguarderà solo l'Olanda.

Patrizia Corgnati

Ti potrebbero interessare anche: