Messaggi in bottiglia | 19 ottobre 2021, 23:59

L'opinione: perchè il centro destra ha perso. Di Marco Corrini*

In questa tornata legislativa c'é stato il vero capolavoro: il centro destra "unito" ha avuto due anime con la stessa proposta politica del governo, e quindi la stessa del PD, e la terza anima persa nel deserto del nulla cosmico, incapace di assumere una posizione netta e concreta. Di quella moltitudine di italiani in continua protesta nelle piazze non é fregato nulla a nessuno. Con questa splendida strategia pretendevano che la gente andasse ai seggi e li votasse?

L'opinione: perchè il centro destra ha perso. Di Marco Corrini*

Insomma, non si può mettere la testa sotto la sabbia, da oltre 10 anni il Centro Destra italiano non riesce più ad essere alternativa di governo, o almeno ci riesce solo a livello regionale, unico ambito in cui il sistema maggioritario a turno unico fa vincere il candidato che prende più voti tagliando fuori i giochini delle alleanze e degli apparentamenti post voto.

L'analisi più superficiale porta a dire che questo accade perché in Italia non c'é un vero partito conservatore, ma solo una coalizione raffazzonata con la faticosa convivenza di anime politicamente molto diverse.

In effetti in questa tornata elettorale abbiamo avuto la conferma che il male che affligge il centro destra italiano arriva da lontano, fin dalle sue origini, ed é genetico.

Nel corso degli ultimi 30 anni questo eterogeneo schieramento si é sempre ricompattato attorno alla figura di Berlusconi, ma non ha mai avuto un progetto politico chiaro e condivisibile, o se lo ha avuto é stato solo agli inizi, quando un Silvio ancora acerbo cercó di darsi un'etichetta liberale ed europeista, coniugandola col federalismo leghista e col nazionalismo di AN.

Era un'impresa disperata, ma incredibilmente, per un certo periodo funzionò, perché la personalitá del leader era strabordante rispetto ai fragili equilibri interni.

Quel Centro Destra in realtá non era un partito, ma diventó quello che oggi definiremmo un movimento populista, senza un'idea politica unica, veramente condivisa, e cresciuto nel culto della personalità del suo leader attorniato da un nugolo impressionante di yes men, quelli che oggi definiremmo utili idioti.

Oggi che con l'età la figura di Berlusconi si é affievolita, le divisioni e le contraddizioni delle origini, sono riemerse in tutta la loro drammaticità, e con essa si é aggravata anche l'inconsistenza della proposta politica, che per di più si é frammentata.

Insomma, a tenere lontani dalle urne gli elettori conservatori, é stata la politica in ordine sparso del centrodestra e la totale mancanza di un progetto politico univoco, chiaro, e comprensibile.

D'altra parte questa mancanza di unità della pseudocoalizione di destra si riscontra anche nelle dichiarazioni degli stessi leader dopo la sconfitta, con Berlusconi che dice "Buon risultato"; Salvini che dichiara "la Lega esce da queste elezioni con 60 sindaci in più di 5 anni fa"; e la sola Meloni che abbozza un'autocritica affermando "Il centrodestra? Abbiamo 3 posizioni diverse” salvo poi definire "splendida" la Campagna elettorale, dimostrando così di non aver capito nulla, esattamente come gli altri due.

Perfino quella indecifrabile costola chiamata Coraggio Italia, fuoriuscita da Forza Italia ma tuttora organica al centrodestra, tramite un tagliente Osvaldo Napoli, non ha risparmiato critiche feroci agli alleati, sia a campagna elettorale in corso, che immediatamente prima dei ballottaggi, malgrado a livello di peso elettorale, il gruppo di Toti, oggi sia quasi insignificante.

In pratica ciascuno di loro guarda solo al proprio traballante orticello, mentre invece dovrebbero tutti fare una profonda riflessione, perché in queste elezioni c'é una sola cosa in cui il centro destra é stato davvero unito: la volontà di autodistruzione.

Queste elezioni hanno anche mostrato l'estrema fragilità dei partiti conservatori italiani quando vengono aggrediti da manifestazioni popolari strumentali ostili sistematicamente organizzate dai loro avversari.

In 30 anni la storia non é cambiata: l'organizzatissimo fronte progressista riesce da sempre a portare 20.000 persone in qualsiasi piazza italiana per manifestare contro gli avversari con i pretesti più assurdi (il tormentone di "Destra fascista" creato ad arte é stato um capolavoro). Poco importa se la metá dei manifestanti é composta sempre dagli stessi mercenari che si spostano da una parte all'altra della penisola con la sapiente regia del PD. Grazie alla stampa amica l'obiettivo viene sempre raggiunto.

É certamente una pratica scorretta, ma ben nota, ed é significativo che in sei lustri il centrodestra non abbia ancora saputo trovare le giuste contromisure.

Se il PD vince quasi sempre i ballottaggi che contano, e con una proposta politica ammuffita, falsa e stantia, continua a governare il paese anche perdendo le elezioni, é merito del suo cinismo, di una meticolosa organizzazione di stampo quasi militaresco, e di una estesissima rete di relazioni sociali che l'avvolgono come un potente schermo protettivo aggredendo nel contempo ogni avversario anche con i mezzi più subdoli.

Contro un simile sistema, questo centrodestra "Armata Brancaleone" non ha alcuna possibilità di successo, specie a livello locale.

In questa tornata legislativa poi c'é stato il vero capolavoro: il centro destra "unito", ha avuto due anime con la stessa proposta politica del governo, e quindi la stessa del PD, e la terza anima persa nel deserto del nulla cosmico, incapace di assumere una posizione netta e concreta.

Di quella moltitudine di italiani in continua protesta nelle piazze non é fregato nulla a nessuno.

Con questa splendida strategia pretendevano pure che la gente andasse ai seggi e li votasse.

Insomma, il centro destra italiano é un caso unico al mondo, il solo capace di perdere perfino quando vince, un classico perdente di successo, ma in queste elezioni ha superato sè stesso decidendo di tradire il suo elettorato storico, una scelta rischia di diventare un definitivo de profundis politico.

L'approssimazione con cui a destra sono state affrontate queste elezioni, si vede anche nella scelta di candidati chiaramente sbagliati, e lo si era percepito fin dal principio.

Personaggi, anche professionalmente validi, ma mandati allo sbaraglio, senza la minima preparazione politica, totalmente privi di empatia, e sopratutto senza conoscere neppure i problemi delle cittá nelle quali venivano proposti come sindaci. Era ovvio che questi tapini, opposti ad antagonisti di sinistra, che magari non erano fulmini di guerra ma comunque navigati mestieranti della politica, avessero le stesse chances dell'uomo col coltello che incontra l'uomo con la pistola. Sono stati tutti inesorabilmente impallinati.

Basti pensare che perfino il personaggio più lontano dallo stereotipo di un sindaco come Gualtieri, é riuscito a sparare prima che l'avversario facesse un solo gesto, e lo ha fatto senza dire una parola, perché alzi la mano chi ha sentito Gualtieri parlare in campagna elettorale.

Bisogna riconoscerlo, la macchina elettorale progressista é praticamente perfetta, e permette di scegliere, anche all'ultimo minuto, candidati perfino improbabili, rendendoli credibili con straordinarie operazioni di maquillage che rasentano la circonvenzione di incapace del proprio bacino elettorale. Chapeau.

La sgangherata coalizione di centro destra invece, non si puó permettere questo lusso e anche quando ha la fortuna di trovare candidati validi, fatica enormemente a valorizzarli.

Se si vuole conquistare una grande città come, ad esempio, Torino, da sempre roccaforte della sinistra, bisogna mettersi in testa che si deve iniziare a lavorare immediatamente, il giorno stesso della sconfitta, individuare i candidati su cui puntare per il turno successivo, e programmare un percorso graduale di avvicinamento in modo da presentarsi 5 anni dopo con idee chiare, proposte concrete, uomini giusti, credibili, politicamente preparati e con l'adeguata esperienza nell'amministrazione del bene comune. L'improvvisazione, specie a livello locale, non paga mai.

Al Centro Destra unito dico: mettetevi il cuore in pace. I vostri elettori, e io sono tra questi, non vi hanno votato perché siete dei "Ciaparat" come dicono a Torino, ma sopratutto perché li avete traditi e non si sentono più rappresentati da voi.

Spiace dirlo, ma la destra italiana va rifondata con gente più seria. Quelli che ci sono oggi, leader in testa, non fanno più politica, ma solo il giochino delle tre carte puntando sulle rendite di posizione a fini di interesse personale, e hanno perso completamente ogni credibilità dalla propria base elettorale, ma ció che é ancora più grave, hanno perso ogni connessione con il paese reale e col suo popolo.

*Marco Corrini, analista di marketing e scrittore

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