Messaggi in bottiglia | 04 ottobre 2021, 08:45

Un Blob che tutto inghiotte. Di Marco Corrini*

Chi può essere così pazzo da investire in un Paese che considera l'imprenditore un evasore a prescindere e nel quale trarre un utile dalla propria impresa è ritenuto criminale? Senza imprese va in crisi il lavoro, e senza lavoro dilaga la povertà, come un Blob che inarrestabile inghiotte sempre più fette di questa società malata. Ci aspetta un futuro di pane raffermo?

Un Blob che tutto inghiotte. Di Marco Corrini*

É passata quasi sotto silenzio la notizia che l'inflazione tedesca continua a salire.

L'indice armonizzato, infatti, a settembre si é attestato al 4,1% anno su anno, dal 3,4% di agosto.

É un dato che se raffrontato con quello italiano, che al contrario vede un incremento modesto (+0,9%) malgrado le turbolenze registrate per gli energetici e per gli alimentari freschi, mette a nudo tutte le differenze tra le due economie all'interno della UE, un'Unione veramente squilibrata.

L'inflazione infatti é data dalla combinazione della domanda e dell'offerta.

L'offerta é quantitativamente in contrazione ed é fortemente condizionata dall'aumento delle materie prime. Per logica, scarseggiando il prodotto, i prezzi aumentano i relazione al rialzo della domanda, esattamente come sta accadendo in Germania.

Se peró la domanda é debole come in Italia, i prezzi, malgrado i problemi produttivi, rimangono stabili, ma c'é il rischio che i prodotti sui mercati scarseggino, perché i produttori li concentrano sulle piazze più premianti.

La differenza di inflazione tra Italia e Germania, in un periodo di contingentamento delle produzioni a livello mondiale, é un indice significativo della propensione ai consumi di un paese, e in definitiva, della salute economica del suo popolo.

In buona sostanza, se un prodotto scarseggia, chi é più ricco ed é disposto a pagarlo di più, se lo accaparra (come sta accadendo col gas per gli acquisti "a premio" dei cinesi).

Si potrebbe concludere che gli italiani sono semplicemente più prudenti dei tedeschi, ma questa affermazione contrasta con l'indice di fiducia/propensione all'acquisto dei consumatori, diffuso periodicamente dall'ISTAT, che oggi é al massimo storico.

Quindi, perché la propensione all'acquisto non si traduce in un pari aumento della domanda e dei consumi come in Germania?

La risposta sembra essere "Vorrei ma non posso". L'impoverimento costante dei ceti popolari, e in particolare del ceto medio, aggrediti da una politica fiscale sconsiderata, sta provocando sul fronte interno, una diffusa carenza di risorse con conseguenze che rischiano di essere devastanti in un periodo delicato come l'attuale.

I depositi bancari, é vero, aumentano, ma sono sempre più elitari, e concentrati in un numero sempre più piccolo di soggetti evidentemente accomunati da una crescente sfiducia e dal crollo della propensione all'investimento.

Questo é un fattore davvero allarmante, perché va ricordato che la crescita economica di un paese é originata dallo scambio di denaro sul mercato. Quante più volte nell'anno il denaro circolerà e verrà scambiato con merci e servizi, tanto più alto sarà il PIL.

Il denaro fermo nei depositi in banca potrebbe essere di impulso al PIL, solo se la banca lo reimmettesse sul mercato nazionale sotto forma di prestiti, ma ormai, complice l'altissimo rischio di insolvenze, nessun istituto di credito lo fa, a meno che non ne sia obbligato dallo Stato. Tutte le banche investono la liquidità in strumenti speculativi sui mercati internazionali, e quindi tutto quel denaro fermo, non solo non é produttivo, ma addirittura arricchisce i nostri competitor, impoverendo l'intero paese.

Alla fine, tutto si collega. Non può esserci propensione all'investimento in un paese nel quale un sistema fiscale demenziale, e un tessuto sociale ancorato ad ideologie arcaiche, non consente di fare impresa.

Chi può essere così pazzo da investire in un Paese che considera l'imprenditore un evasore a prescindere, e nel quale trarre un utile dalla propria impresa è ritenuto criminale?

Senza imprese va in crisi il lavoro, e senza lavoro dilaga la povertà, come un Blob che inarrestabile inghiotte sempre più fette di questa società malata.

É un'equazione incontrovertibile e la stiamo sperimentando a nostre spese da anni.

Continuando così ci aspetta un futuro in cui pagheremo le tasse e mangeremo solo pane raffermo condito con stupide ideologie.

*Marco Corrini, analista di marketing e scrittore

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