lineaitaliapiemonte.it | 16 settembre 2021, 10:51

“Caro bollette” per le piccole imprese, De Santis: “Paghiamo già le più care d'Europa”

Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino: “Si lavori per ridurre gli oneri generali di sistema. Le mpi pagano già la bolletta più cara dell’Ue: +18,1%”. A gonfiare il prezzo finale dell’energia per le piccole imprese sono soprattutto gli oneri fiscali e parafiscali che, per la fascia di consumi fino a 20MWh, sono maggiori del 36,2% rispetto a quelli applicati nella media dei Paesi dell’Eurozona. Gli aumenti colpiranno piccole imprese e famiglie

“Caro bollette” per le piccole imprese, De Santis: “Paghiamo già le più care d'Europa”

Le piccole imprese italiane pagano già il prezzo dell’energia più alto d’Europa, superiore del 18,1% rispetto alla media Ue. Ulteriori rincari, come annunciato dal Ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, metterebbero ko i nostri imprenditori penalizzati anche dai continui aumenti delle materie prime. Gli artigiani e i piccoli imprenditori che consumano fino a20 MWh (vale a dire l’87,8% dei punti di prelievo del mercato elettrico non domestico) pagano il prezzo più alto dell’elettricità nell’Ue. Un gap che si mantiene costante da anni: dal 2008 al 2020 il maggiore costo dell’elettricità pagato dalle piccole italiane rispetto all’Ue si attesta su una media del 25,5%”.

La denuncia arriva dal Presidente di Confartigianato Imprese Torino, Dino De Santis che chiede alla politica di intervenire urgentemente per bloccare gli aumenti che colpirebbero le micro imprese e le famiglie.

“Sul tavolo -afferma De Santis- ci sono 2-3 miliardi di fondi anti-crisi non ancora usati che possono e devono essere usati a questo fine e non per abbattere il deficit”.

“Il peso della componente fiscale sulla bolletta elettrica delle piccole imprese -prosegue De Santis - va ridotto subito. Il prezzo finale dell’elettricità per le piccole imprese è infatti gonfiato soprattutto dagli oneri fiscali e parafiscali che, per la fascia di consumi fino a 20MWh, sono maggiori del 36,2% rispetto a quelli applicati nella media dei Paesi dell’Eurozona come emerge dal rapporto di Confartigianato che analizza squilibri e distorsioni nel mercato energetico a danno della competitività dei piccoli imprenditori”.

Più tasse, quindi, ma, secondo Confartigianato, anche mal distribuite tra i diversi consumatori, secondo l’assurdo meccanismo: meno consumi, più paghi. Ancora una volta, infatti, le più penalizzate sono le piccole imprese in bassa tensione che, a fronte di una quota di consumi energetici del 24,5%, sono costrette a pagare il 33,2% della componente degli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica. Mentre per le grandi aziende energivore con il 14,7% dei consumi la quota degli oneri generali di sistema scende al 9,2%.

“Si tratta – sottolinea De Santis– di uno squilibrio incomprensibile che costringe i piccoli imprenditori a caricarsi i costi degli altri utenti. Il Decreto Sostegno bis ha avviato una riduzione degli oneri generali di sistema nelle bollette delle piccole imprese. Attendiamo di vederne gli effetti per far calare il costo dell’energia che compromette la competitività delle nostre aziende e ostacola gli sforzi per agganciare la ripresa. In ogni caso, il meccanismo degli oneri generali di sistema va completamente ripensato, da un lato ripartendo in modo più equo il peso degli oneri tra le diverse dimensioni d’azienda, dall’altro spostando parte del peso dalla bolletta alla fiscalità generale”.

Redazione

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