Editoriali | 09 luglio 2021, 09:19

Lgbt e la diatriba Von Der Leyen - Orban: prima o poi la campana suonerà anche per noi. Di Marco Corrini*

La baronessa Ursula Von der Leyen ha minacciato l'Ungheria (Paese sovrano), di pesanti sanzioni europee, con l'aggravante del blocco dei finanziamenti del Recovery Fund se non si affretta a ritirare la legge che impedisce la propaganda Lgbt nelle scuole e nei luoghi pubblici. E' un grave errore pensare che la cosa non ci riguardi: si stanno trasformando le istituzioni democratiche pubbliche comunitarie in qualcosa di totalmente privato, manovrato a piacimento del potente di turno e che presto si ritorcerà anche contro di noi

Lgbt e la diatriba Von Der Leyen - Orban: prima o poi la campana suonerà anche per noi. Di Marco Corrini*

Ursula Von der Leyen é scesa pesantemente in campo contro il Premier ungherese Orban, intimandogli di ritirare immediatamente la legge che impedisce la propaganda Lgbt nelle scuole e nei luoghi pubblici. La baronessa, con i suoi baffetti virtuali, si é spinta fino a minacciare l'Ungheria (Paese sovrano), di pesanti sanzioni europee, con l'aggravante del blocco dei finanziamenti del Recovery Fund in caso di inottemperanza.

Non contenta ha poi rincarato la dose annunciando di voler inviare emissari europei Lgbt nelle scuole ungheresi.

Voi direte: e a me che mi frega?

Invece frega eccome, perché questi fenomeni post nazisti malati di autoritarismo, stanno trasformando le istituzioni democratiche pubbliche comunitarie in qualcosa di totalmente privato che manovrano a piacimento e che presto si ritorcerà anche contro di noi.

Ditemi voi se vi sembra normale che la presidente della Commissione europea usi il suo potere per imporre agli Stati membri, una ideologia divisiva, non condivisa, e bandiera di una precisa parte politica?

Ditemi voi se é normale che la stessa Presidente, arrivi a minacciare apertamente chi non si adegua al suo personale credo ideologico?

No, non é affatto normale, ed é per questo che chi non è d'accordo deve fare fronte comune con coloro che, pur se attaccati pesantemente, si oppongono a questo abbozzo di tirannia condito dal tentativo di un condizionamento culturale senza precedenti, di cui fanno parte anche la politica migratoria e la questione islamica.

Forse é bene rammentare alla Von der Leyen qualche nozione sul funzionamento della UE.

Perché una eventuale procedura di infrazione si tramuti in sanzioni occorre il voto UNANIME del Consiglio d'Europa.

Orban sta sulle balle a tutto il fronte occidentate della UE e nel recente passato sono state diverse le procedure di infrazione sollevate contro L'Ungheria. Nessuna di queste però si é tramutata in sanzioni economiche perché c'é sempre stato almeno un Paese a porre il veto.

Il fronte di Visegrad é assai compatto su questi temi, e Polonia, Rep.Ceca, Slovacchia, recentemente anche la Slovenia, hanno sempre posto il veto a queste iniziative strumentali e repressive.

Ecco il motivo per cui Orban ha fatto spallucce davanti alle minacce di Rutte di qualche giorno fa, poi rilanciate dalla baronessa con i baffetti virtuali, lasciando che il presidente del parlamento ungherese mandasse a stendere pubblicamente entrambi.

Anche la minaccia di bloccare il Recovery Fund all'Ungheria é parola al vento.

Il Recovery Plan é stato approvato con voto unanime del Consiglio d'Europa (anche col voto ungherese), con un piano esecutivo ben preciso.

Non é nei poteri della Commissione Europea derogare da questo piano, specie escludendo in modo unilatetale, ad personam e a titolo punitivo, alcuni singoli Paesi, dal beneficio deliberato.

Semmai questa é decisione nei poteri del Consiglio d'Europa, da deliberarsi sempre all'unanimità (impossibile).

Fa poi ridere la minaccia di mandare emissari UE Lgbt nelle scuole ungheresi, perché se é vero che la Commissione può mandare emissari per visitare le istituzioni degli stati membri, é anche vero che tali emissari sono tenuti ad osservare le leggi del paese visitato, e non godono di immunità in caso di violazioni.

Orban infatti ha risposto di mandarli pure che tanto nelle scuole non entreranno, lasciando intendere che al massimo gli offrirà un piatto di gulasch e poi li rispedirà a Bruxelles a calci nel sedere.

Una volta per tutte, va specificato che la nuova Legge Ungherese vieta la propaganda lgbt nei luoghi pubblici, negli ambienti frequentati da minori, e nelle scuole. Vieta inoltre la somministrazione di terapie ormonali funzionali al cambiamento di sesso ai minorenni, e vieta l'adozione alle coppie omosessuali ribadendo che un bimbo, ove possibile, ha bisogno di UNA MAMMA ED UN PAPÀ.

Va rilevato, che prima di questa legge (del 2020) l'adozione alle coppie omosessuali era consentita.

In Ungheria non si discriminano i gay. L'Ungheria é stato tra i primi paesi europei a riconoscere le unioni civili tra individui dello stesso sesso.

L'Ungheria vuole solo proteggere il concetto di "famiglia", e salvaguardare tutti i minorenni da propagande ideologiche fuorvianti.

Io in tutto questo non ci vedo nulla di male e ritengo vergognosi e strumentali gli attacchi di Bruxelles e della Baronessa con i baffetti virtuali ad Orban, il quale, peraltro, non ha assolutamente il potere di modificare una Legge votata dal Parlamento ungherese e quindi é l'obiettivo sbagliato (oppure solo un volgare pretesto)

*Marco Corrini, analista di marketing e scrittore

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