Editoriali | 05 marzo 2020, 23:32

Metropolitana 2, sarà la volta buona? Ma conti e tempi non quadrano. Di Carlo Manacorda*

Metropolitana linea 2: sarà la volta buona? Se ne parla dal 2008 e a febbraio la Giunta ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica. Anche nel 2014 la Giunta comunale aveva deciso di avviare il processo per realizzare la linea 2 ma poi non se ne fece nulla. E comunque, chi la paga? Lo Stato promette di contribuire per una parte ma non indica dove intende prendere i soldi, il Comune dovrà coprire la (forte) differenza: come? I cittadini hanno diritto di saperlo perchè quei soldi, in un modo o nell'altro, ce li metteranno loro

Metropolitana 2, sarà la volta buona? Ma conti e tempi non quadrano. Di Carlo Manacorda*

4 febbraio 2020 ― La Giunta Comunale approva il progetto di fattibilità tecnico economica della linea 2 della metropolitana di Torino presentato dal raggruppamento di imprese che fa capo alla società francese Systra. Costo dell’opera (IVA e oneri compresi): 4.926.274.272,00 di euro.

Sarà questa la volta buona per veder decollare questa infrastruttura della quale si parla dal 2008/2009? Con l’approvazione del progetto, la Giunta Comunale attesta che ormai esistono le condizioni di base per incominciare a scavare. E, pomposamente, ne dà l’annuncio.

Ma si può pensare che le cose stiano veramente così? Anche nel 2014 la Giunta Comunale aveva deliberato di avviare il processo per la realizzazione della linea 2 della metropolitana, tra l’altro confidando in un finanziamento del Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE). Che però poi non arrivò, e quindi la linea 2 restò al palo. Guardando ai fatti più recenti, proviamo a dire qualcosa sulla questione.

Aprile 2019 ― La società Systra (vincitrice della gara) termina il progetto. Illustrandolo alla Commissione Trasporti del Comune di Torino, comunica che il costo totale dell’opera sarà di 4 miliardi. Presunto inizio dei lavori: 2022. Durata: 7 anni. Quindi, termine nel 2029.

Ottobre 2019 ― Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, in visita a Torino, promette un miliardo di euro per la realizzazione dell’opera. Apparentemente, mantiene la promessa (un po’ ridotta). E così, nella Legge di bilancio dello Stato per il 2020, si legge: “Per la realizzazione della linea 2 della metropolitana di Torino, ivi compresi le attività di progettazione e valutazione ex ante, altri oneri tecnici, nonché il materiale rotabile, è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2020, di 80 milioni di euro per l’anno 2021, di 150 milioni di euro per l’anno 2022, di 200 milioni di euro per l’anno 2023, di 124 milioni di euro per l’anno 2024 e di 28 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2032”. Totale: 828 milioni. E’ dunque questa la cifra che lo Stato mette nel piatto.

Tuttavia, quanto è scritto nella legge di bilancio dello Stato non convince. Se i quattrini per fare una spesa pubblica ci sono, la legge stabilisce che si dica dove il loro importo compare nel bilancio. In buona sostanza, non basta indicare delle somme senza dire dove sono effettivamente contabilizzate nel bilancio. Ora, mentre per altre spese si dice dove stanno realmente i quattrini che servono per pagarle, nulla compare per il contributo dello Stato per la realizzazione della linea 2 della metropolitana di Torino. Il che rende lecito pensare che si faccia un annuncio di contributo, ma che i soldi (almeno per ora) non ci siano (Torino non è nuova a questi annunci; basta ricordare i 150 milioni promessi dall’allora Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio per risolvere la crisi industriale ma che non stavano scritti nel bilancio da nessuna parte).

C’è poi la stupefacente spalmatura del contributo (promesso) su 13 anni. Si può parlare di un finanziamento a futura memoria poiché nessun essere umano è in grado di sapere cosa potrà avvenire di qui al 2032 e tanto meno, politicamente, chi governerà il Paese in tutti questi anni e se confermerà le promesse del Governo Conte.

Ma, quandanche tutto si realizzasse, la differenza di spesa, a oggi e complessivamente, che resta a carico della Città è di 4,1 miliardi, con l’aggiunta di 90 milioni se si guarda al termine promesso dell’opera nel 2029 ed ai quattrini che lo Stato dovrebbe ancora dare negli ultimi tre anni del finanziamento 2030/2032.

Come riportato da mezzi d’informazione, l’Amministrazione Civica nutriva forse la speranza di una maggiore, effettiva generosità del Governo fino al punto di ipotizzare la copertura totale delle spese da parte dello Stato. Ma, a meno che Governi successivi siano più disponibili a contribuire, questo non avverrà.

Considerando comunque che, nel 2020, la linea 2 della metropolitana è un’opera ormai assolutamente irrinunciabile per Torino (citiamo a caso le linee metropolitane di alcune città medie: Valencia - Spagna, 800mila abitanti, 6 linee; Lione, 550mila abitanti, 4 linee; Lisbona, 500mila abitanti, 4 linee; Amsterdam, 900mila abitanti, 5 linee; Bruxelles, 180mila abitanti, 4 linee), il Comune dovrebbe spiegare come intende coprire la differenza a carico della Città.

Siamo nel solito caso di disinteresse del Palazzo per il diritto dei cittadini all’informazione e, in questa circostanza, anche a sapere quando, come e in che misura dovranno mettere mano al loro portafoglio. Perché alla fine, se la linea 2 partirà, i 4 miliardi e più che mancano li pagheranno loro.


*Carlo Manacorda, docente di Economia Pubblica ed esperto di bilanci dello Stato

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