lineaitaliapiemonte.it | 13 settembre 2019

Conclusa crisi Alessi: firmata la chiusura della Cigs, a dicembre il piano industriale, 80 esuberi tutti gestiti

Iginio Maletti, responsabile Fim-Cisl Piemonte Orientale: “Crisi gestita in modo eccellente in piena collaborazione con la proprietà. Non c'è stata un 'ora di sciopero né striscioni sindacali. Anche gli 80 esuberi sono stati tutti seguiti e accompagnati o a un percorso di ricollocazione o di lavoro autonomo anche grazie alla Fondazione Buon Lavoro, costituita da Michele Alessi. Il 60% dell'azienda resta alla famiglia Alessi, Il fondo inglese Oakley Capital che ha acquisito il 40% delle azioni ha dichiarato la volontà di reinvestire totalmente il capitale di ingresso in azienda. Una crisi gestita e chiusa in pochi mesi è un risultato straordinario”

Questa mattina , come da calendario, si è svolto l'incontro presso la Regione Piemonte dove si è formalizzata la fine dell’utilizzo della Cassa Integrazione Straordinaria resasi necessaria in seguito all'apertura della crisi Alessi, la nota azienda di casalinghi di design con sede a Omegna , nel Vco.

Il fondo inglese OAKLEY CAPITAL ha acquisito il 40% delle azioni. È importante sottolineare, affermano i sindacati, che il capitale di ingresso societario da parte del Fondo verrà totalmente reinvestito in azienda, questo evidenzia la volontà, da parte di tutti i protagonisti dell’accordo, di voler dare continuità produttiva e futuro per lo stabilimento di Crusinallo. A dicembre la presentazione del piano industriale.

Riguardo alla gestione degli 80 esuberi che l’azienda ha dichiarato di avere lo scorso mese di febbraio 2019, comunicano i sindacati che, nel rispetto degli accordi siglati (volontarietà, incentivazione, assegno di ricollocazione), è stata raggiunta la soglia prevista con largo anticipo. Questa condizione ha appu to reso possibile concludere la fase di crisi aziendale e chiudere anticipatamente la Cassa Integrazione Straordinaria.

Pur essendo stato un numero elevato quello degli esuberi individuati, l’operazione è stata gestita con la più amplia collaborazione e trasparenza di tutti i soggetti, compreso la Fondazione BUON LAVORO appositamente costituita da Michele Alessi, una valida iniziativa che ha supportato i lavoratori nella ricerca di soluzioni lavorative incrociando domanda e offerta, nonché, possibili alternative e valutazioni imprenditoriali, recando il minor impatto sociale possibile sulle persone e sul territorio.

Ovviamente i sindacati non intendono abbassare l'attenzione:”Ci riserviamo di dare le giuste valutazioni al momento opportuno, ovvero, quando conosceremo i dettagli del piano industriale finalizzato al rilancio dello stabilimento”, puntualizza Iginio Maletti, responsabile Fim-Cisl Piemonte Orientale, che aggiunge: “ La crisi è stata gestita in modo eccellente in piena collaborazione con la proprietà. Non c'è stata un 'ora di sciopero né striscioni sindacali. Anche gli 80 esuberi sono stati tutti seguiti e accompagnati o a un percorso di ricollocazione o di lavoro autonomo anche grazie alla Fondazione Buon Lavoro, costituita da Michele Alessi. Il 60% dell'azienda resta alla famiglia Alessi, Il fondo inglese Oakley Capital che ha acquisito il 40% delle azioni ha dichiarato la volontà di reinvestire totalmente il capitale di ingresso in azienda. Una crisi gestita e chiusa in soli quattro mesi è un risultato straordinario”.

Redazione

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