One Health, all’ospedale di Chieri un simbolo concreto di salute e sostenibilità
Messo a dimora all’ospedale di Chieri l’albero donato dal Raggruppamento Carabinieri Biodiversità nell’ambito dell’iniziativa promossa da FADOI. Al centro il legame tra salute delle persone, degli animali e dell’ambiente
CHIERI (TO) - Un albero per ricordare che la salute delle persone è legata a quella degli animali e dell’ambiente. È questo il significato del progetto “Un albero per la salute” arrivato a Chieri grazie all'esemplare di corniolo messo a dimora nel cortile dell'ospedale.
Il progetto, promosso dalla Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti in collaborazione con il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, prevede la donazione di giovani alberi negli ospedali italiani.
L’iniziativa si inserisce nella visione One Health, un approccio che riconosce come la salute umana, quella animale e la salute degli ecosistemi siano interdipendenti.
«Non possiamo prenderci cura davvero delle persone senza occuparci anche di ciò che le circonda» ha detto Bruno Osella, direttore generale dell’ASL TO5. «Da noi questo approccio si traduce nel lavoro quotidiano dei nostri professionisti che, oltre ad occuparsi della salute delle persone, operano per proteggere la salute attraverso la prevenzione delle malattie infettive, la sorveglianza veterinaria, la sicurezza degli alimenti di origine animale e la tutela della collettività dai rischi ambientali».
L’ASL TO5 ha infatti avviato un percorso interno per promuovere procedure e comportamenti più sostenibili, attraverso la creazione di un Green Team, un gruppo di professionisti impegnato a diffondere una cultura della sostenibilità e a sviluppare progetti per ridurre l’impatto ambientale delle attività aziendali, a partire dalle esperienze già realizzate nelle sale operatorie.
«Il corniolo che oggi accogliamo nel nostro ospedale è molto più di un elemento verde: è un segno concreto e un invito a riflettere sulle sfide della sanità di domani. La sostenibilità non è un tema separato dalla cura, ma una responsabilità che riguarda anche il modo in cui organizziamo e realizziamo i nostri servizi», conclude Osella.
Il Colonnello Alberto Veracini, del Raggruppamento Carabinieri Biodiversità, aggiunge: “Sono 33 gli ospedali italiani in cui oggi è stata messa a dimora una delle piante prodotte nel Centro Nazionale Carabinieri Biodiversità di Pieve Santo Stefano. Si tratta sempre di piante della flora spontanea italiana, derivanti da semi raccolti in varie località del Paese dagli stessi Carabinieri Forestali. Ogni singola foglia, ogni singolo filo d’erba sono dei formidabili laboratori di biochimici dove, con complicati ed articolati passaggi, l’energia del sole viene fissata nei legami tra atomi a formare zuccheri e legno ma soprattutto ossigeno”.
La dott.ssa Paola Daniela Artoni direttrice del Dipartimento di Area Medica dell’ASL TO5 e membro del direttivo regionale FADOI esprime la sua soddisfazione per l’iniziativa: “La FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti) promuove e sostiene con convinzione, a livello nazionale, l’iniziativa “Un albero per la salute”, riconoscendosi pienamente nei principi di One Health, che sottolineano la stretta interconnessione tra salute umana, animale e ambientale. Una visione che rispecchia l’approccio proprio della Medicina Interna, da sempre orientata a considerare la persona nella sua globalità. Allo stesso modo, la tutela della salute richiede uno sguardo d’insieme, capace di integrare la salute delle persone con quella dell’ambiente in cui vivono, promuovendo prevenzione, sostenibilità e responsabilità verso le generazioni future”



