lineaitaliapiemonte.it - 21 ottobre 2026, 17:20

Ex Ilva, c'è un piano in cinque punti per la ripartenza degli stabilimenti

A Torino tavolo congiunto tra le Regioni Piemonte e Liguria. C'è da garantire la continuità produttiva degli stabilimenti e pari tutele per i lavoratori

Ex Ilva, c'è un piano in cinque punti per la ripartenza degli stabilimenti

TORINO - Dal tavolo al Grattacielo Piemonte arriva un documento unitario da inviare alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al MIMIT. Chiesto un piano  per la ripartenza degli stabilimenti, ribadita unità del gruppo, ma no all’esclusività di approvvigionamento e pari tutele per i lavoratori. Pronti ad anticipare la cassa integrazione ai lavoratori 

L’incontro, convocato congiuntamente dalle Regioni Piemonte e Liguria, ha visto la partecipazione del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio , del presidente della Regione Liguria Marco Bucci , del vicepresidente del Piemonte e assessore al Lavoro, Maurizio Marrone , degli assessori regionali alla Formazione, Daniela Cameroni , e agli Enti locali, Enrico Bussalino , degli assessori regionali della Liguria allo Sviluppo economico Alessio Piana e ai Rapporti con le organizzazioni sindacali Paolo Ripamonti . Presenti anche i sindaci di Genova, Silvia Salis , con il vice Alessandro Terrile , di Novi Ligure, Rocchino Muliere , di Racconigi, Valerio Oderda , e di Gattinara, Maria Vittoria Casazza , i rappresentanti delle Province di Alessandria, Cuneo e Vercelli, oltre alle organizzazioni sindacali e alle rappresentanze di categoria.

Al tavolo sono intervenuti anche i commissari di Ilva in amministrazione straordinaria e i vertici di Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, che hanno illustrato il quadro aggiornato della situazione dello stabilimento di Taranto, in attesa della pronuncia definitiva della Corte di Cassazione, e le prospettive per la ripresa delle lavorazioni negli stabilimenti di Novi Ligure e Genova. Una ripartenza che, secondo quanto rappresentato dall’azienda, potrebbe avvenire nel mese di febbraio, alla luce degli approvvigionamenti annunciati dal Governo.

Ex Ilva, i numeri del Piemonte e della Liguria

In Piemonte, la vertenza ex Ilva coinvolge complessivamente 614 lavoratori, di cui 542 nello stabilimento di Novi Ligure e 72 in quello di Racconigi. 

In Liguria il fermo riguarda oggi 280 dei 917 lavoratori dello stabilimento genovese di Cornigliano (con la nuova istanza si arriverebbe a 870) e tutti i 193 lavoratori Ilva in amministrazione straordinaria. La capacità produttiva è ferma al 38% del potenziale, con la possibilità che gli attuali volumi possano aumentare notevolmente con un minimo di investimenti e interventi manutentivi.

Per 585 lavoratori dei siti piemontesi è stato richiesto un nuovo intervento di cassa integrazione, che interessa 515 dipendenti a Novi Ligure e 70 a Racconigi. A questo quadro si aggiunge la situazione dello stabilimento Sanac di Gattinara, che occupa circa 55 lavoratori, di cui 50 in cassa integrazione. Nonostante sia in corso una trattativa finalizzata al rilancio dell’azienda, permane una forte preoccupazione per il crescente ricorso alla cassa integrazione e per le ricadute della crisi complessiva dell’ex Ilva sugli stabilimenti piemontesi e sulle realtà produttive a essa collegate. 

Per quanto riguarda la Liguria, al quadro esposto si aggiunge la situazione dello stabilimento Sanac di Vado Ligure, che occupa circa 50 dipendenti, tutti in cassa integrazione.

Un documento condiviso

Dal confronto è emersa una posizione comune, formalizzata in un documento unitario che sarà trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei ministri e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che individua cinque punti per garantire la continuità produttiva degli stabilimenti e tutelare i lavoratori, preservano una prospettiva industriale concreta per i territori coinvolti.

1. Unità del gruppo, ma non esclusività delle forniture 

Il primo punto riguarda la volontà di mantenere l'unità del gruppo siderurgico a livello nazionale. Questo però non deve precludere agli stabilimenti di Genova, Novi Ligure e Racconigi la possibilità di rifornirsi di materie prime anche da fonti esterne a Taranto, superando qualsiasi vincolo di esclusività che possa comprometterne l'operatività.

2. Predisposizione piano ordini

La seconda richiesta è quella è che venga predisposto e illustrato alle amministrazioni regionali e comunali interessate un piano operativo di ordini e acquisti per Genova, Novi Ligure e Racconigi che dimostri concretamente la sostenibilità delle prospettive di approvvigionamento, sia da Taranto sia da fornitori esterni. 

3. Parità di tutela per i lavoratori dell’indotto

Sul fronte occupazionale, Piemonte e Liguria chiedono tutela anche per i lavoratori dell’indotto, così come avviene in Puglia. Parità di trattamento, insomma, affinché siano garantite le medesime tutele a tutti i territori coinvolti nella crisi.

4. Anticipo della cassa integrazione

Particolare attenzione è stata inoltre riservata alla continuità del reddito dei lavoratori in cassa integrazione. Regione Piemonte e Regione Liguria sono pronta ad attivare da subito, in caso di necessità, la misura che prevede un meccanismo di anticipazione della cassa integrazione per permettere ai lavoratori di ricevere tempestivamente le somme spettanti, evitando che i ritardi nell'erogazione degli ammortizzatori sociali possano lasciare le famiglie senza reddito anche per un solo mese. 

5. Tavolo congiunto permanente

Infine, è stata condivisa la volontà di rendere permanente il tavolo congiunto Piemonte-Liguria, che continuerà a riunirsi per tutta la durata della crisi, fino all'individuazione di una nuova proprietà, mantenendo costante il confronto tra istituzioni, rappresentanze sindacali e territori interessati.

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