TORINO – Nuove dotazioni, più personale e maggiori tutele per gli agenti impegnati nell’ordine pubblico. Dopo gli scontri durante i cortei, FSP e SIULP Torino intervengono con due distinte prese di posizione: al centro, la sicurezza dei poliziotti e le condizioni nelle quali vengono organizzati e gestiti i servizi di piazza.
FSP: «Introdurre i proiettili di gomma»
«Siamo di fronte a veri e propri atti di guerriglia urbana», dichiara Luca Pantanella, segretario generale della FSP Polizia di Stato di Torino. Il sindacato richiama, nel proprio comunicato, episodi che avrebbero coinvolto anche minorenni trovati in possesso di bottiglie incendiarie e di un ordigno artigianale, oltre ai danneggiamenti alla libreria Feltrinelli di Porta Nuova.
«Trovare bombe molotov e ordigni artigianali in mano a dei minorenni dimostra che si è oltrepassato ogni limite», sostiene Pantanella, che distingue il diritto costituzionale di manifestare dalle aggressioni contro gli operatori e dai danneggiamenti.
La richiesta della FSP è esplicita: introdurre e autorizzare l’impiego dei proiettili di gomma per fermare a distanza chi attacca le forze dell’ordine. Una proposta che il sindacato accompagna alla rivendicazione di «tutele legali immediate, protocolli d’intervento idonei e pene esemplari».
SIULP: «La piazza è diventata un luogo di tortura»
Sul fronte delle condizioni di lavoro interviene Eugenio Bravo, segretario generale provinciale del SIULP Torino. «La piazza per i poliziotti non è più un luogo di lavoro né l’ambito in cui esercitare un servizio a tutela dei cittadini, ma è diventata un luogo di tortura», afferma.
Bravo denuncia il rischio cui vengono esposti gli operatori durante i lanci di bombe carta, pietre e altri oggetti, contestando servizi che, secondo il sindacato, vedono gli agenti schierati in numero insufficiente e costretti a subire gli attacchi prima di poter intervenire.
Per il SIULP, la tutela dell’incolumità del personale deve essere una priorità nell’organizzazione dell’ordine pubblico. Allo stesso tempo, dirigenti e operatori devono poter contare su adeguate tutele istituzionali quando intervengono per respingere aggressioni o sciogliere manifestazioni violente.
Più assunzioni e squadre dedicate agli arresti
Le richieste di Bravo comprendono un piano straordinario di assunzioni, squadre operative dedicate agli arresti durante i cortei, strutture adeguate alla custodia delle persone fermate e un ammodernamento di mezzi ed equipaggiamenti.
Il segretario provinciale lega le difficoltà operative anche alla carenza di investimenti: norme e strumenti, sostiene, rischiano di restare inefficaci senza risorse economiche, personale e strutture capaci di renderli applicabili.
«Se lo Stato rinuncia a difendere chi lo difende, abdica al suo ruolo fondamentale e consegna la società al caos», dichiara Bravo.
La richiesta: Questura di Torino nella stessa fascia di Roma e Milano
Una rivendicazione specifica riguarda la Questura di Torino. Il SIULP ne chiede l’equiparazione, in termini di fascia, alle Questure di Roma e Milano, per accrescerne il peso organizzativo e rafforzarne gli organici.
Il riconoscimento, secondo Bravo, dovrebbe tradursi nell’assegnazione prioritaria di personale, nella creazione di aliquote dedicate alla gestione degli arresti in piazza, nel potenziamento del Reparto Mobile e nella disponibilità di dotazioni di ultima generazione.



