TORINO - Si è aperta il 1 ottobre la caccia alla tipica fauna alpina. Quest'anno la Regioine Piemonte ha aumentato il numero massimo di capi che si possono abbattere. Si tratta di pernice bianca, fagiano di monte, gallo forcello e coturnice.
«Vivono alle più alte quote alpine e si trovano in una situazione di forte sofferenza, soprattutto a causa dell’alterazione degli ambienti in cui vivono» dicono dal Tavolo Animali Ambiente. «Eppure la nostra Regione cosa fa? Nonostante pareri scientifici quasi unanimi che ne chiedono la protezione assoluta, continua a considerarle specie cacciabili, evidentemente allo scopo di non scontentare una categoria che, per quanto numericamente molto ridotta, è ancora in grado di esercitare forti pressioni politiche».
Quest’anno in Piemonte si potranno abbattere 596 galli forcelli (lo scorso anno erano 492 e l’anno prima ancora 464). Per la coturnice numeri ancor più alti: 635, contro 433 e 467 del biennio precedente.
«Una recente sentenza del TAR ha accolto un ricorso presentato dalle Associazioni ambientaliste e ha stabilito che per il momento la pernice bianca non si può cacciare, proprio a causa della consistenza estremamente ridotta delle sue popolazioni e delle pessimistiche prospettive per l’immediato futuro. Nonostante ciò la Regione ha comunque predisposto i piani di abbattimenti anche per questa specie, sebbene, bontà sua, li ha per il momento sospesi».
Si tratterebbe - dicono ancora i responsabili del Tavolo - di ben 101 capi che sarebbe possibile sterminare, in marcata crescita rispetto ai 60 di due anni fa e agli 81 dell’anno scorso.Numeri senza alcuna logica e senza alcun senso.



