lineaitaliapiemonte.it - 08 settembre 2026, 16:01

Vannacci al seminario sulla sicurezza, i sindacati di Polizia difendono il Questore: «No alla polizia morale»

Le organizzazioni sindacali di Polizia Siulp, Sap, Siap, Coisp-Mosap e Fsp replicano alle polemiche sul seminario del 18 settembre: “I vincoli normativi sono stati rispettati e non spetta a una presunta “polizia morale”, autoproclamatasi custode dei principi costituzionali, stabilire quali iniziative sindacali siano lecite”. Il sindaco Lo Russo, intanto, ha espresso «perplessità» sulla presenza di Roberto Vannacci come relatore e chiesto di preservare il ruolo delle istituzioni

Vannacci al seminario sulla sicurezza, i sindacati di Polizia difendono il Questore: «No alla polizia morale»

Il seminario del 18 settembre

La polemica sull'iniziativa dedicata alla sicurezza urbana organizzata a Torino arriva a un nuovo passaggio. A intervenire sono le segreterie provinciali dei sindacati della Polizia di Stato Siulp, Sap, Siap, Coisp-Mosap e Fsp, che prendono posizione a difesa del Questore di Torino Massimo Gambino, finito al centro del dibattito per il coinvolgimento nell'evento del prossimo 18 settembre.

Il seminario è dedicato al tema “Insicurezza urbana: il ruolo delle istituzioni e degli imprenditori” e tra i relatori è prevista la partecipazione di Roberto Vannacci, europarlamentare e leader di Futuro Nazionale.

Secondo i sindacati, però, l'iniziativa sarebbe stata rappresentata in modo «strumentale e profondamente distorto».

«È un'iniziativa sindacale, non della Questura»

Le organizzazioni sindacali precisano che il seminario è stato promosso dagli stessi sindacati della Polizia di Stato nell'ambito delle prerogative riconosciute dall'ordinamento e dall'Accordo Nazionale Quadro.

L'obiettivo, spiegano, rientra nelle attività di formazione e aggiornamento professionale, che possono comprendere anche conferenze e seminari.

«Non siamo quindi di fronte a un'iniziativa politica dell'Amministrazione, né a una manifestazione organizzata dalla Questura», sostengono i sindacati.

La presenza di un saluto istituzionale da parte del Questore, secondo le organizzazioni, non cambierebbe la natura dell'appuntamento.

La difesa del Questore Gambino

Il punto centrale del comunicato è proprio la difesa di Massimo Gambino, che secondo i sindacati sarebbe stato «trascinato suo malgrado in una polemica di evidente natura politica».

Le organizzazioni respingono l'idea che la partecipazione di un esponente politico possa automaticamente trasformare un confronto sulla sicurezza in un'iniziativa politica.

Il sindacato di Polizia, sostengono, deve poter discutere di sicurezza, legalità, periferie, criminalità, ordine pubblico e sicurezza urbana con interlocutori diversi, senza che il confronto venga interpretato come adesione alle loro posizioni politiche o personali.

Lo Russo: «Ho qualche perplessità»

Nel frattempo, oggi è arrivata anche la presa di posizione del sindaco di Torino Stefano Lo Russo, che ha espresso pubblicamente le proprie perplessità sull'iniziativa.

«Ho qualche perplessità sul fatto che venga considerata un'attività formativa un evento a cui partecipa come relatore principale Roberto Vannacci», ha dichiarato il primo cittadino.

Lo Russo ha precisato che la valutazione sull'iniziativa spetta al Questore, ma ha invitato a una maggiore prudenza e a una riflessione sul ruolo delle istituzioni. In particolare, il sindaco ha richiamato la necessità di «preservare il ruolo delle istituzioni», auspicando un «supplemento di riflessione» sull'evento.

Le dichiarazioni del sindaco si inseriscono dunque nel confronto sulla natura dell'appuntamento: da una parte chi lo considera un'attività di formazione e confronto professionale, dall'altra chi ritiene problematica la presenza di Vannacci in un contesto destinato alla formazione degli appartenenti alla Polizia di Stato.

«La libertà sindacale non può essere sottoposta a un vaglio politico»

Nel comunicato, i sindacati rivendicano con forza la propria autonomia.

«Il sindacato non deve chiedere il permesso a una parte politica per esercitare il proprio ruolo», affermano, sostenendo che libertà sindacale, pluralismo e diritto al confronto debbano essere tutelati.

Una posizione che arriva mentre la vicenda continua ad alimentare il confronto politico torinese e nazionale e mentre resta al centro della discussione il rapporto tra attività sindacale, istituzioni di pubblica sicurezza e partecipazione di esponenti politici a iniziative rivolte agli operatori.

«La sicurezza non è di destra né di sinistra»

La conclusione del comunicato affida ai sindacati una rivendicazione precisa: «La sicurezza non è di destra né di sinistra. La sicurezza è un diritto dei cittadini e un dovere dello Stato».

Redazione

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