lineaitaliapiemonte.it | 24 luglio 2026, 14:09

Quotazioni insostenibili per la frutta destinata all’industria

Coldiretti Piemonte: «Con frutta a un centesimo calpestati il lavoro e la dignità delle imprese»

Quotazioni insostenibili per la frutta destinata all’industria

TORINO - Cartelli affissi in questi giorni davanti ad alcuni centri di raccolta indicano il ritiro della frutta destinata all’industria al prezzo di un centesimo al chilogrammo.

«Una quotazione che lede la dignità del lavoro agricolo, mette in difficoltà le famiglie e rischia di compromettere un’intera economia territoriale» evidenzia Enrico Nada, vicepresidente di Coldiretti Piemonte con delega territoriale alla frutticoltura. «Dietro ad ogni chilo di frutta ci sono mesi di lavoro, investimenti, manodopera e costi sempre più elevati. Attribuire al prodotto un valore pressoché nullo significa umiliare le imprese agricole e costringerle a produrre in perdita».

«Una situazione non più sostenibile: di fronte a prezzi così lontani dai costi reali chiediamo controlli immediati e la rigorosa applicazione del decreto legislativo 198/2021 contro le pratiche commerciali sleali» affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale. «Difendere il giusto valore della frutta significa tutelare le imprese, l’occupazione e il futuro della frutticoltura piemontese. Oggi più che mai il comparto frutticolo è chiamato a misurarsi con una doppia sfida cruciale: sostenibilità e innovazione, condizioni di competitività e sopravvivenza economica».