TORINO - «In pochi giorni il nostro appello a Schlein, affinché il Partito Democratico dica finalmente una parola chiara a favore delle preferenze, ha raccolto l’adesione di quasi 90 donne cattolico democratiche di tutto il Paese». A dirlo Silvia Costa, già europarlamentare e componente della direzione nazionale del PD e Monica Canalis, consigliera regionale PD del Piemonte
«L’appello di alcune parlamentari, anche del PD, contro la reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale per l’elezione del Parlamento ha suscitato il nostro dissenso e la necessità di un chiarimento da parte del partito».
La cultura politica cattolico democratica - dicono le due esponenti Dem - attribuisce da sempre un forte peso al principio della rappresentanza, da bilanciare con quello della governabilità, e le preferenze sono il modo più semplice e collaudato per garantire rappresentatività alla popolazione e alle istanze della società, senza intermediazioni e ingessature, in particolare in un contesto connotato da un forte tasso di astensionismo, soprattutto femminile. «E questo nell’80mo anniversario del primo voto delle donne italiane, in cui votò quasi il 90% delle aventi diritto, deve farci riflettere!»
«Riconosciamo che le preferenze comportano dei rischi, ma restano il modo più trasparente per certificare il radicamento territoriale, il pluralismo culturale e la capacità di mobilitazione politica».





