lineaitaliapiemonte.it - 10 luglio 2026, 10:34

Risposte e ristori dopo i ripetuti blackout di Torino, le richieste di Epat

«Le imprese della ristorazione devono poter lavorare». Epat raccoglie l’appello del Comitato NoBlackout e si fa portavoce della loro battaglia per avere ristori e interventi. Avviata una mappatura dei danni economici

Risposte e ristori dopo i ripetuti blackout di Torino, le richieste di Epat

TORINO – Le richieste sono state fatte e le risposte non sono state soddisfacenti: ora diventa indispensabile un tavolo di confronto diretto con Iren e Ireti.

A pochi giorni dalla petizione del Comitato NoBlackout - a cui aderiscono oltre 250 operatori del mondo della somministrazione di Torino - indirizzata alle istituzioni cittadine e a Iren e Ireti, quest’ultima ha risposto lasciando gli imprenditori insoddisfatti, mostrandosi, però, disponibile a un confronto con le associazioni di categoria.

L’associazione dei pubblici esercizi Epat non si è fatta attendere e interviene con una richiesta formale a Iren e Ireti in cui chiede l’apertura urgente di un tavolo di confronto. Tra i punti all'ordine del giorno la mappatura delle interruzioni per quartiere, data, orario e durata, il riconoscimento tempestivo degli indennizzi automatici, una procedura semplificata per la richiesta degli ulteriori danni da parte delle imprese, un fondo ristori o misura straordinaria per le attività economiche colpite, un piano operativo per evitare il ripetersi dei blackout nelle giornate di caldo intenso.

Dopo le nuove e pesanti interruzioni di energia in Crocetta Epat ha incontrato il Comitato NoBlackout per sostenerne le istanze e portarle all’attenzione dei gestori del servizio e delle istituzioni.

«La somministrazione è il settore più colpito - sottolinea Vincenzo Nasi, presidente Epat -. Le imprese non chiedono comprensione: chiedono interventi e tempi certi. Prendiamo atto della disponibilità al dialogo espressa ieri da IRETI alle imprese del Comitato NoBlackout, ma questo non basta. Chiediamo perciò formalmente di aprire con la massima urgenza un tavolo operativo e una quantificazione puntuale, quartiere per quartiere, dei danni e dei relativi ristori. Sappiamo che i disagi sono legati a un’ondata di caldo eccezionale, ma anche lo scorso anno le temperature avevano già messo in ginocchio la rete e, di conseguenza, l’attività di molti imprenditori. Bene la presa di posizione del Sindaco degli scorsi giorni nei confronti del gestore; siamo sicuri che continuerà a porre la massima attenzione sul problema».

«Come associazione di categoria, stiamo conducendo una mappatura indipendente dei danni subiti dagli operatori del settore», spiega Claudio Ferraro, direttore Epat, «per avere contezza di quanto le interruzioni di energia pesino concretamente sulle attività. È un lavoro complementare a quello che chiediamo a IRETI: a noi la fotografia dei danni economici sul territorio, a loro la mappatura tecnica blackout, quartiere per quartiere. Incrociando i due dati potremo arrivare a ristori commisurati al danno reale. Abbiamo allertato, inoltre, l’Autorità garante dell’energia Arera, che ha dato segno di attenzione per quanto capitato nella nostra città».

«Il nostro Comitato cresce di giorno in giorno e questo è un segnale chiaro della portata del problema – dichiarano i rappresentanti Comitato NoBlackout -. Vogliamo il riconoscimento di quanto le interruzioni impattino sul settore. Siamo stati senza energia anche 12 ore, ma un pubblico esercizio che resti al buio anche solo 2 ore ha un danno enorme, e questo non viene riconosciuto. Già lo scorso anno abbiamo vissuto una situazione insostenibile, il caldo non diminuirà, lo sappiamo, e allora chiediamo come potremo affrontare le prossime settimane e l’estate del prossimo anno. Vogliamo delle risposte».

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