TORINO - SOS siccità per l’agricoltura in Piemonte. Colpa delle temperature in crescita e delle precipitazioni in calo. E a poco è servito un inverno particolarmente nevoso. A lanciare l’allarme è Coldiretti Piemonte.
L’ultimo trimestre primaverile ha segnato un importante deficit pluviometrico sul Piemonte. L’estate, secondo i dati di Arpa Piemonte, inizia con un deficit idrico: i volumi immagazzinati della neve in quota sono il 30% in meno della norma, in primavera le temperature sono state più alte di 1,5 gradi rispetto alla media e le precipitazioni sono crollate del 28%.
Le precipitazioni medie in Piemonte, a maggio, sono state circa di 70 mm, pari al 44% in meno rispetto alla media del periodo. Tutta la regione è stata caratterizzata da un deficit pluviometrico che si aggiunge al fatto che l’acqua non viene trattenuta.
«L’estate è ufficialmente iniziata da pochi giorni, ma ci troviamo già di fronte ad una situazione molto preoccupante perché le risorse idriche scarseggiano, mettendo in seria difficoltà i raccolti e la produzione di cibo locale» spiegano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.
Dal riso al mais, dall’ortofrutta al nocciolo fino ai prati e ai pascoli sono diverse le colture a soffrire in tutta la regione. Per Coldiretti servono scelte immediate e investimenti concreti. Tra le priorità figurano l’ammodernamento della rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua e la realizzazione di una rete diffusa di invasi con sistemi di pompaggio per aumentare la capacità di accumulo e garantire l’autosufficienza idrica del settore agricolo.
«Sollecitiamo, quindi, la Regione affinché convochi, un tavolo di confronto con tutti gli attori preposti, adottando anche delle misure straordinarie per incrementare la disponibilità irrigua e renderne disponibile l’utilizzo al più presto» l’appello dei dirigenti di Coldiretti.



