lineaitaliapiemonte.it - 06 luglio 2026, 11:47

Capienza ridotta al CPR di corso Brunelleschi, sopralluogo di AVS

Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro: «Il caso di Moussa Balde non ha insegnato niente a questa città? Continueremo a denunciare finché il centro non chiuderà»

Capienza ridotta al CPR di corso Brunelleschi, sopralluogo di AVS

TORINO - Sopralluogo a sorpresa nel CPR di corso Brunelleschi delle consigliere di AVS Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro. «La struttura non è adeguata al caldo torrido di questo periodo - hanno detto le consigliere al termine della visita - nonostante l'aria condizionata, tutte le camerate hanno finestroni senza tende e per schermarle dal sole rovente i detenuti le hanno coperte con sacchi di plastica neri dell'immondizia».

Oggi la capienza del centro è ridotta a 50 posti, distribuiti su due aree, con 46 persone presenti, alcune delle quali nemmeno ventenni. «Non abbiamo ottenuto il numero dei rimpatri eseguiti, che chiederemo allla questura».

Il tema più critico per le consigliere resta quello delle condizioni sanitarie e psichiatriche. «Nel CPR continua ad arrivare gente che a norma di legge non dovrebbe essere reclusa». Tra i casi segnalati quello di un uomo arrivato in CPR con un tumore e metastasi in fase avanzata, poi rilasciato e curato, un ragazzo marocchino che ha subito l'asportazione di un occhio e ha una massa nel bulbo oculare, con conseguenti dolori che andrebbe nuovamente operato e curato, un 24enne pachistano completamente non presente a se stesso, che mangia e beve solo se imboccato dai suoi compagni di prigionia.

«Si tratta di persone che non dovrebbero ricevere certificati di idoneità e torneremo a insistere con la Regione affinché queste visite, così come quelle previste dal Nuovo patto migrazione e asilo, vengano fatte nell'interesse delle persone e non siano adempimenti burocratici».

Anche l'utilizzo di psico-farmaci resta una costante, così come la pressoché totale assenza di attività, per cui il capitolato della Prefettura non prevede alcuna risorsa. «Quello dei CPR è un sistema perverso e crudele,  propaganda che si consuma sulla pelle di persone innocenti e con costi salati, a partire da quelli dei rimpatri che secondo i dati diffusi in questi giorni dal Ministero costano 3.400 ciascuno» concludono le tre consigliere.

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