lineaitaliapiemonte.it - 03 luglio 2026, 14:16

Blocco cantiere della metro, Confesercenti chiede interventi immediati per aiutare il commercio

Il presidente Nettis: «Gli attuali sgravi non bastano, proponiamo l’istituzione di un consistente fondo per i grandi lavori che possa ristorare i negozi danneggiati»

Blocco cantiere della metro, Confesercenti chiede interventi immediati per aiutare il commercio

TORINO - «La vicenda del blocco dei cantieri della metropolitana sta diventando sempre più preoccupante»: Vincenzo Nettis, presidente di Confesercenti, si fa interprete del crescente malcontento delle attività commerciali del tratto di corso Francia interessato dai lavori.

«Dopo le lungaggini – dice Nettis – che hanno già dilatato enormemente i tempi, ora il blocco: in queste condizioni il commercio non può farcela. Nell’immediato sono necessari interventi straordinari, in una questione che, per la sua gravità e per il numero di imprese coinvolte, non può riguardare soltanto le amministrazioni locali, ma coinvolge lo stesso governo nazionale, al quale ci rivolgeremo. Più in generale, però, i fatti di questi giorni dimostrano ancora una volta la necessità di concretizzare la nostra storica proposta, che in questa occasione rilanciamo: si istituisca un consistente fondo preventivo per ristorare le attività economiche danneggiate dai grandi cantieri, perché gli sgravi ora riconosciuti sono drammaticamente insufficienti, tanto più di fronte a rallentamenti o addirittura a blocchi, come in questo caso. Dovrebbe essere una misura contenuta in qualsiasi bando di appalto per lavori di una certa rilevanza».

«Come abbiamo ribadito in tante occasioni – continua Nettis -, siamo favorevoli ai grandi interventi sul territorio: sono auspicabili e indispensabili, anche per il bene del commercio di prossimità.  Ma ciò non può significare la morte di un tessuto commerciale già messo a dura prova su altri fronti. Non è accettabile che interventi che potrebbero aiutare il piccolo commercio, in pratica ne compromettano l’esistenza. Un negozio non è una grande fabbrica, una volta costretto alla chiusura, non ha più la forza per riaprire L’approccio, dunque, va radicalmente cambiato dall’inizio con precise garanzie e tutele contenute nei bandi di appalto. Colgo l’occasione – conclude – per esprimere ancora una volta piena solidarietà ai lavoratori, anch’essi colpiti da questa brutta vicenda aziendale».

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