TORINO - Filcams CGIL, Fisascat CISL, UILTuCS Torino replicano alle dichiarazioni di Angelo Mastrolia, nuovo proprietario della rete Carrefour in Italia.
La replica arriva dopo lo sciopero del 20 giugno al punto vendita di Grugliasco proclamato dai sindacati per per questioni legate all’organico, ai carichi di lavoro,alle trasferte e alle condizioni del caldo.
«Come sindacati unitariamente, in modo coerente e continuativo, a livello nazionale e a livello territoriale, abbiamo posto le criticità strutturali della rete vendita Carrefour, alla vecchia proprietà così come alla nuova. Una rete vendita con negozi vecchi ed inadeguati sia per lo svolgimento del lavoro che per la clientela a partire dalle condizioni climatiche, freddo in inverno, caldo, troppo caldo in estate» dicono dai sindacati. «Condizioni che rendono il lavoro impossibile e che negli ultimi giorni sono diventate inaccettabili tanto da far sorgere scioperi spontanei organizzati direttamente dalle rappresentanze interne ai punti vendita. Una situazione drammatica segnalata unitariamente dalle rappresentanze sindacali e mai risolta: nessuna strumentalizzazione su fantasiose differenze di posizione da parte della Fisascat Cisl».
Nell’ ultima settimana nella provincia di Torino ci sono stati due scioperi per le condizioni climatiche, il primo al punto vendita di Chivasso e quello di sabato scorso a Grugliasco.
Ancora le segreterie di Cgil Cisl e Uil: «Il signor Mastrolia, piuttosto di tentare di rompere il fronte sindacale e di pensare al solo profitto che quest’operazione commerciale gli potrà rendere, dovrebbe preoccuparsi maggiormente delle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti leggendo meglio le dichiarazioni di sciopero delle rappresentanze sindacali così come i comunicati stampa».Al centro commerciale di le GRU di Grugliasco - spiegano i sindacati - Filcams e UILTuCS hanno proclamato lo sciopero non solo per l’assenza di una climatizzazione adeguata, così come previsto dalle norme di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ma anche per le continue trasferte indiscriminate ed i trasferimenti coatti, il mancato confronto con il sindacato in merito all’organizzazione di lavoro che negli anni ha visto una riduzione considerevole del numero di addetti vendita con un aumento progressivo dei carichi di lavoro per lavoratrici e lavoratori considerati unicamente un costo e mai una risorsa.
«Chi si definisce imprenditore e non (impresario ) deve innanzitutto preoccuparsi delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti ma anche dei clienti considerando che si tratta di in azienda di distribuzione commerciale al dettaglio mentre ad oggi il signor Mastrolia, da quando è subentrato al gruppo francese, ha solo prodotto belle parole: chiediamo da tempo un piano “industriale” chiaro che consenta un rilancio dei negozi ed un lavoro dignitoso per le tante lavoratrici e lavoratori che in questi anni hanno costituito la ricchezza della rete vendita Carrefour in Italia» le richieste dei rappresentatnti dei lavoratori.



