lineaitaliapiemonte.it | 22 giugno 2026, 10:17

Chiara Maffè è la nuova segretaria generale della Uil Piemonte

Prima donna a ricoprire l'incarico, prende il posto di Gianni Cortese. «Rappresentare la UIL, in questa Regione, vuol dire proseguire un progetto che è stato portato avanti con serietà, coerenza ed autorevolezza da chi mi ha preceduto»

Chiara Maffè è la nuova segretaria generale della Uil Piemonte

Riuniti a Torino oltre 300 delegate e delegati provenienti da tutta la regione, in rappresentanza di quasi 160.000 iscritti, con un aumento di 6.569 unità rispetto al Congresso del 2022

TORINO - Il congresso della Uil ha eletto Chiara Maffè alla guioda del sindacato. Succede Gianni Cortese, al vertice dell’organizzazione piemontese dal 2008.

Nella segreteria sono stati eletti: Domenico Albanese, Alessandro Carlicchi, Marco Secci, Patrizia Vario. Il Tesoriere è Giancarlo Anselmi.

Le prime parole della neoeletta segretaria

«L’assunzione di questo incarico è per me motivo di grande soddisfazione, ma anche la presa di coscienza di avere un’enorme responsabilità. Rappresentare la UIL, in questa Regione, vuol dire proseguire un progetto che è stato portato avanti con serietà, coerenza ed autorevolezza da chi mi ha preceduto. Assumendo come nostri questi valori ci adopereremo per affrontare i temi che ci stanno a cuore per tutelare le persone che ogni giorno si affidano a noi. Ci impegneremo a proseguire le vertenze che ci vedono coinvolti insieme alla UIL Nazionale per il rinnovo in tempi certi dei contratti di lavoro, per tutelare il potere d’acquisto di salari e pensioni, insistendo nella realizzazione di una riforma fiscale improntata all’equità e per superare l’insostenibile condizione di precarietà che soffoca le speranze e le prospettive di milioni di persone nel nostro Paese. Siamo anche convinti della necessità di costruire un sistema di certificazione della rappresentanza che porti a riconoscere efficacia “erga omnes” ai contratti di lavoro firmati dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative. Intendiamo inoltre proseguire ogni sforzo necessario per raggiungere l’obiettivo di ‘Zero morti sul lavoro’ che per noi non è semplicemente uno slogan, ma il traguardo a cui deve tendere una società civile che tutela i propri lavoratori».

Chi è Chiara Maffè

Classe 1971, torinese di nascita, astigiana di adozione. Di formazione umanistica, ottiene il Diploma Universitario di Assistente Sociale e svolge la professione per 10 anni in differenti ambiti del privato sociale. Si appassiona al mestiere della sindacalista e, nel 2003, diventa Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST) presso l’Ente Bilaterale dell’Artigianato Piemontese (EBAP) e successivamente in Cassa Edile di Asti. Dopo aver svolto l’incarico di segretaria generale della FENEALUIL di Vercelli (la categoria della UIL che tutela i lavoratori del settore delle costruzioni), nel 2016 diventa tesoriera della FENEALUIL Piemonte, al momento della regionalizzazione della categoria. Nel 2019 ricopre l’incarico di funzionaria della FENEALUIL Nazionale occupandosi di contrattazione nel settore dei materiali da costruzione. Dal 2022 è componente della segreteria confederale UIL Torino e Piemonte. Il 19 giugno 2026, il Consiglio Confederale Regionale della UIL la elegge segretaria generale della UIL Piemonte.

Le priortità della Uil

Lo scorso anno, secondo l’Inps, quasi l’84% delle nuove assunzioni in Piemonte erano precarie, di cui la maggioranza di durata inferiore ai 6 mesi. Meno di due nuovi contratti di lavoro su dieci, quindi, erano a tempo indeterminato. Le analisi dell'Ires Piemonte evidenziano che circa il 25% dell'occupazione complessiva in regione è vulnerabile, cioè caratterizzata da contratti atipici (a termine, part-time, intermittenti o in somministrazione).

In Italia il mercato del lavoro registra, in generale, una dinamica dei salari negativa. Tra il 2019 e il 2025 i salari reali medi sono diminuiti di 8,6 punti percentuali. Secondo il rapporto OCSE sull’occupazione, l’Italia è il Paese che ha registrato la maggiore caduta dei salari reali. Il fenomeno dei lavoratori poveri si è fortemente accentuato, perché più del 20% non riesce ad arrivare alla fine del mese e più del 25% a far fronte a spese impreviste.