TORINO - UNATRAS ha sospeso il fermo previsto dal 25 al 29 maggio 2026 dopo il confronto con il Governo a Palazzo Chigi, prendendo atto delle aperture annunciate dall’Esecutivo.
La sospensione del fermo nazionale dell’autotrasporto va letta per quello che è: un atto di responsabilità del sistema della rappresentanza, non la chiusura della vertenza, un atto di debolezza o una resa.
Infatti, secondo quanto emerso, il governo avrebbe messo sul tavolo un pacchetto di interventi che comprende circa 300 milioni di euro per il credito d’imposta all’autotrasporto, una riduzione dei tempi per la compensazione delle accise trimestrali da 60 a 30 giorni, misure temporanee sui versamenti fiscali e la riattivazione di strumenti di confronto permanente, tra cui la Consulta generale dell’autotrasporto. Il comunicato del Consiglio dei Ministri segnala inoltre la proroga al mese di giugno 2026 del taglio delle accise sul carburante.
«Questi elementi rappresentano un’apertura politica che non va sottovalutata» ha detto Giovanni Rosso, presidente Autotrasporto Confartigianato Imprese Piemonte. «Dopo settimane di silenzio, il Governo ha riconosciuto che la crisi dell’autotrasporto esiste e che servono misure specifiche. Questo è un primo importante risultato della pressione esercitata dalla categoria, anche se ad oggi non abbiamo ancora elementi sufficienti per dire se le misure siano adeguate, tempestive e realmente utilizzabili dalle imprese. Per questo la nostra valutazione deve restare prudente e per questo dobbiamo continuare a monitorare l’evolversi della crisi che sta coinvolgendo il nostro settore».
«La sospensione del fermo è una scelta di responsabilità, non di debolezza. – conclude Rosso - Abbiamo aperto una porta, ma ora il Governo deve dimostrare con atti concreti che l’autotrasporto non viene ascoltato solo quando minaccia di fermarsi. Se le misure saranno adeguate, lo riconosceremo. Se saranno insufficienti, tardive o solo annunciate, la mobilitazione resterà pienamente legittima».



