lineaitaliapiemonte.it - 19 maggio 2026, 11:52

Secondo trimestre 2026, timidi miglioramenti per l'artigianato piemontese

Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte: «I timidi miglioramenti sono dovuti alla proverbiale reattività delle imprese artigiane, che contrariamente a chi si suppone dovrebbe prendere le decisioni, sanno operare le scelte giuste al momento giusto»

Secondo trimestre 2026, timidi miglioramenti per l'artigianato piemontese

La percentuale del saldo generale di previsione di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni migliora passando dal -50,12%, al-46,61%, inoltre aumenta la previsione di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni costanti che passa dal 46,76% al 47,63%;l’andamento occupazionale passa da -8,74% a -4,43%;l’acquisizione di nuovi ordini da -22,72% a -20,65% e l'ipotesi di assunzione di apprendisti da -24,12% a -24,49%   

TORINO - Le previsioni circa l’andamento occupazionale registrano un calo della negatività di circa quattro punti percentuali passando da -8,74% a -4,43%. Il dato relativo all’ipotesi di assunzione di apprendisti registra un leggero aumento in negativo, passando da -24,12% a -24,49%. 

Migliora il dato relativo alla previsione di produzione totale, che passa dal -22,45% al -17,61%.  Il saldo relativo all’acquisizione di nuovi ordini mantiene un valore negativo, migliorando però dal -22,72% a -20,65%. Diminuisce la percentuale di imprese che non hanno programmato investimenti: da 71,64% a 70,07%.  

Diminuisce la negatività nel dato percentuale di previsione di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni passando dal valore di -50,12% a -46,61%, per quanto concerne la percentuale di chi prevede un calo degli ordini per le esportazioni passa dal 51,68% al 49,49%, inoltre aumenta la stima di esportazioni costanti che passa dal 46,76% al 47,63%.

Aumenta ancora la previsione di regolarità negli incassi: da 61,33% al 66,02%; diminuisce la stima dei ritardi, passando dal 38,45% al 33,87%; le previsioni di anticipi negli incassi rimangono ai minimi, passando dallo 0,22% all’0,11%. 

Commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte: «L’indagine congiunturale relativa al secondo trimestre del 2026 ci restituisce un clima di timida risalita, seppur caratterizzato da dati che persistono nella loro negatività. Gli artigiani continuano ad operare in modo oculato e intelligente, nonostante la situazione sociopolitica globale, che incide pesantemente nella quotidianità imprenditoriale del MPI. Un dato significativo che emerge dalle risposte degli imprenditori piemontesi è l’aumento della previsione di ordine per esportazioni costanti, dal 46,76% al 47,63%, si tratta certo di un aumento previsionale esiguo, che però occorre mettere in risalto per evidenziare le scelte strategiche, che le imprese del nostro settore mettono in atto in un periodo caratterizzato da instabilità».

Continua Felici: “Anche il dato previsionale riguardo la produzione totale risulta in risalita, rispetto al primo trimestre del 2026, dal -22,45% al -17,61%. La contrazione della negatività del dato riguardante la produzione totale, ci permette di rilevare la resilienza delle imprese artigiane piemontesi, che nonostante il caro delle materie oltre che quello dell’energia, non rallentano la loro produzione”.

«Attenzione però -conclude Felici- la leggera flessione della negatività dei dati previsionali di questo semestre è positiva, ma deve essere un indicatore strategico per adottare della manovre utili ad agevolare le micro e piccole imprese. Un dato rilevante è la percentuale del 70,07% di imprese artigiane che ancora non ha programmato investimenti per i prossimi 12 mesi. In questo senso bisogna intervenire per permettere alle nostre imprese una visione stabile di lungo periodo, scongiurando il perdurare di un’altalenanza che provoca incertezza».

L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte ha redatto la seconda indagine trimestrale congiunturale del 2026 utilizzando un questionario telematico rivolto ad un campione significativo di 2.250 imprese selezionate nei comparti di produzione e di servizi che rappresentano maggiormente l’artigianato della nostra regione.  

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