TORINO - «L’approvazione definitiva del disegno di legge sui reati agroalimentari rappresenta un passaggio di grande rilievo per il nostro ordinamento. Dopo 11 anni di attesa, si introduce finalmente un quadro normativo più moderno ed efficace, in grado di rispondere alla crescente complessità delle frodi nel settore agroalimentare» afferma Gian Carlo Caselli, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Osservatorio Agromafie.
Questa riforma, frutto anche del lavoro della Fondazione Osservatorio Agromafie insieme a Coldiretti, segna una svolta nella lotta ai crimini agroalimentari e rappresenta un passo avanti decisivo per difendere il Made in Italy e la credibilità del nostro sistema produttivo.
«Si tratta di una riforma che rafforza in modo concreto la tutela della filiera, riconoscendone il valore economico, sociale e culturale, e adeguando gli strumenti penali alla realtà dei fenomeni criminali che la minacciano» aggiunge ancora Caselli.
In particolare, la previsione di un aggravamento delle pene quando le condotte fraudolente sono riconducibili a programmi criminali organizzati consente di colpire con maggiore incisività quelle attività sistematiche e strutturate che rappresentano oggi il vero cuore delle agromafie.
«È un risultato importante anche sul piano culturale, perché afferma con chiarezza che il cibo non è una merce qualsiasi, ma un bene che richiede protezione rafforzata a tutela della sicurezza dei cittadini e della leale concorrenza tra le imprese».
«Come Coldiretti Torino – aggiunge il presidente Bruno Mecca Cici - non possiamo che essere grati a Gian Carlo Caselli e a tutta la Fondazione Osservatorio Agromafie per il grande lavoro svolto in tutti questi anni e per avere aiutato il mondo agricolo a combattere i crimini e le pratiche sleali che mettono in ginocchio l’agricoltura, quella vera, quella della stragrande maggioranza delle aziende che ogni giorno lavorano con diligenza e onestà per fare grande il made in Italy agroalimentare».



