TORINO - La guerra in Iran sta costando fino a 200 euro a ettaro alle aziende agricole italiane, con i principali input di produzione che sono lievitati di oltre il 30% rispetto al periodo per conflitto, mettendo a rischio le coltivazioni agricole e la sovranità alimentare del Paese. E’ quanto denuncia Coldiretti rispetto alla situazione che si sta creando in maniera trasversale su tutte le filiere.
«I fertilizzanti sono aumentati fino al 40%, il gasolio da circa 0,85 euro/litro è arrivato fino a 1,38 euro/litro e tutti gli altri fattori di produzione continuano a crescere: una situazione insostenibile per le nostre imprese per cui sono necessarie misure urgenti dall’Europa per evitare che la crisi dilaghi» dicono Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.
«L'Europa deve dimostrare di esistere economicamente e soprattutto politicamente. Con la situazione geopolitica che rischia di aggravarsi è necessario mettere in campo tutte le forme possibili di sostegno alle imprese agricole, impegnate a garantire la produzione alimentare in condizioni sempre più complesse e a prezzo di grandi sacrifici»


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