lineaitaliapiemonte.it | 30 marzo 2026, 11:31

Dopo due anni di cantiere Smat inaugura il nuovo acquedotto della Valle Orco

Paolo Romano, presidente di Smat: «dimostra la necessità di rafforzare la resilienza nell’approvvigionamento idrico dando priorità all’utilizzo idropotabile delle acque degli invasi di alta montagna»

Dopo due anni di cantiere Smat inaugura il nuovo acquedotto della Valle Orco

LOCANA (TO) - Con il taglio del nastro al Potabilizzatore di Locana, in frazione Praie, è stato inaugurato l’Acquedotto della Valle Orco.

L’avvio dei cantieri era stato presentato il 4 novembre 2023 nell’area di quasi tre ettari, che oggi ospita l’impianto di potabilizzazione dell’acquedotto. Le opere sono dunque state completate in soli due anni e 4 mesi.

«L’opera consentirà di utilizzare per scopi idropotabili le acque degli invasi del Gran Paradiso e contribuirà a risolvere le criticità quantitative e di vulnerabilità del sistema esistente, legate anche ai cambiamenti climatici che incidono in maniera considerevole sulla disponibilità, sulla distribuzione della risorsa idrica nonché sulla qualità della stessa, garantendo un servizio sempre più efficiente ed una fornitura di acqua di qualità elevata ai cittadini del Canavese, dell’Eporediese e del Calusiese», sottolinea l’ad di SMAT, Armando Quazzo.

L’infrastruttura, una delle più rilevanti fra quelle contenute nel Piano Industriale di SMAT, ha previsto la realizzazione dell’opera di presa presso Bardonetto, un grande impianto di potabilizzazione da 800 l/sec, un serbatoio di accumulo a Locana, in Frazione Praie, ed una rete di distribuzione lunga complessivamente 140 chilometri che si interconnette con le reti di 50 Comuni, con un bacino di utenza di 130.000 abitanti.

Un cantiere da 250 milioni di euro

Il costo complessivo dell’opera ammonta ad 254.534.000 euro finanziato dall’Unione Europea, tramite il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), per un importo di 93.000.000 euro e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’ambito del “Fondo per l’avvio delle opere indifferibili” per un importo di 36.352.813 euro.

«Si tratta dell’opera che rappresenta la miglior capacità di programmazione e progettazione di SMAT e dimostra la necessità di rafforzare la resilienza nell’approvvigionamento idrico dando priorità all’utilizzo idropotabile delle acque degli invasi di alta montagna nel Parco del Gran Paradiso. Le sfide poste dai cambiamenti climatici e gli standard ambientali sempre più stringenti stabiliti dalle norme europee impongono il consolidamento di realtà industriali in grado di sostenere finanziariamente ed in modo strutturato investimenti così importanti per le comunità. Una prova molto sfidante che SMAT ha dimostrato di saper affrontare e concludere positivamente», evidenzia il presidente di SMAT, Paolo Romano.