lineaitaliapiemonte.it - 26 marzo 2026, 13:47

Ancora dismissioni nell’informazione piemontese, la preoccupazione del PD: «occorre fare chiarezza»

Pentenero e Conticelli: «Libertà e pluralità di informazione sono le fondamenta della democrazia, per questo saremo a fianco dei giornalisti il 1 aprile per la manifestazione per il rinnovo del contratto»

Ancora dismissioni nell’informazione piemontese, la preoccupazione del PD: «occorre fare chiarezza»

TORINO – Desta preoccupazione la volontà di Rai di vendere il Palazzo di via Verdi 31 insieme al teatro Scribe e alla sede del centro ricerche di Corso Giambone. Il piano immobiliare, se confermato, rivelerebbe una strategia di dismissione della realtà televisiva torinese. «Al momento c’è solo la certezza che entro la fine del 2026 tutti i locali, che ancora ospitano gli studi radiofonici, la Mediateca e la digitalizzazione degli archivi, dovranno essere svuotati per poter consentire il realizzo dello stabile» dicono le consigliere del PD in Consiglio regionale Gianna Pentenero e Nadia Conticelli.

Non solo Rai

L’attuale organico Rai del contro di produzione “Piero Angela” conta di più di 310 lavoratori, a cui aggiungere il personale dell’Orchestra Sinfonica nazionale, la direzione, lo staff, il personale di Raiway e quello degli appalti di servizio e tecnologici. «La situazione del centro Rai torinese si inserisce nel panorama preoccupante dell’informazione in Piemonte, con la crisi dell’emittenza locale radio tv, con l'uscita della holding Exor (Agnelli-Elkann) dall'editoria italiana, attraverso la  cessione di tutte le testate del gruppo GEDI, giornalistiche e radiofoniche, ai greci di Antenna Group e al gruppo SAE e poi in ultimo con le notizie di crisi che giungono dal gruppo Citynews che ha testate in Piemonte e lavoratori e giornalisti che temono il licenziamento».

A rendere ancor più incerta la situazione sono le mancate risposte alla proposta avanzata dalla rappresentanza dei lavoratori Rai di insediare in Piemonte la Direzione nazionale per la divulgazione scientifica e culturale, che proprio sotto la Mole troverebbe una solida tradizione di competenze e professionalità. «È indispensabile che i Consigli di Regione Piemonte e Comune di Torino congiuntamente si attivino per tutelare la realtà, culturale, occupazionale, economica con una proposta forte e concreta di rilancio della sede Rai torinese» concludono le due esponenti Dem.

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