lineaitaliapiemonte.it | 25 marzo 2026, 11:23

Oltre 21 milioni di pensionati in Italia ma più della metà sono sotto i 750 euro

Crescono le prestazioni previdenziali (+0,6%), nel 2025 liquidate oltre 1,54 milioni di nuove pensioni. Più della metà sotto i 750 euro, forte divario di genere, età media 74,3 anni

Oltre 21 milioni di pensionati in Italia ma più della metà sono sotto i 750 euro

A gennaio 2026 le pensioni vigenti in Italia sono 21.257.999, in aumento dello 0,6% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dall’Osservatorio dell’INPS, che per la prima volta include anche la Gestione Dipendenti Pubblici, offrendo una fotografia completa del sistema previdenziale italiano.

Spesa complessiva e struttura delle pensioni

L’importo complessivo annuo delle pensioni raggiunge i 353,5 miliardi di euro. Di questi, 325,0 miliardi provengono da prestazioni previdenziali (+2,3%) e 28,5 miliardi da quelle assistenziali (+5,6%).

Sul totale delle pensioni, il 79,2% è di natura previdenziale (16,8 milioni), mentre il 20,8% è assistenziale (4,4 milioni). Tuttavia, queste ultime incidono solo per l’8,1% sulla spesa complessiva, evidenziando importi medi significativamente più bassi.

Dipendenti, autonomi e settore pubblico

Le gestioni dei lavoratori dipendenti rappresentano la componente principale del sistema: il 53,8% delle pensioni e il 41,6% degli importi erogati.

All’interno di questa categoria, il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti copre il 36,7% delle prestazioni, mentre la Gestione Dipendenti Pubblici incide per il 14,9%.

I lavoratori autonomi (artigiani, commercianti e coltivatori diretti) rappresentano il 23,9% delle pensioni e il 18% della spesa, confermando importi medi inferiori rispetto ai dipendenti.

Focus sulla Gestione Dipendenti Pubblici

L’inclusione della Gestione Dipendenti Pubblici segna una svolta nell’analisi. Al 1° gennaio 2026 risultano 3.171.265 pensioni, per una spesa complessiva di 94 miliardi di euro.

Circa il 96% delle prestazioni è concentrato nelle casse principali: CTPS e CPDEL. Le pensioni di vecchiaia rappresentano il 75% del totale, seguite da quelle ai superstiti (20%) e da quelle di invalidità (5,7%).

Tipologie di prestazioni

Tra le pensioni previdenziali prevalgono:

  • pensioni di vecchiaia (70,7%)

  • pensioni ai superstiti (24,5%)

  • pensioni di invalidità previdenziale (4,9%)

Nel comparto assistenziale, il 79,3% è costituito da prestazioni di invalidità civile, mentre il restante 20,7% riguarda assegni e pensioni sociali.

Distribuzione territoriale

Quasi la metà delle pensioni (47,8%) è erogata nel Nord Italia, seguito dal Sud e Isole (30,9%) e dal Centro (19,3%). L’1,8% è destinato a residenti all’estero.

In termini di spesa, il Nord concentra il 51,6% degli importi, il Sud il 27,6% e il Centro il 20,8%.

Età dei pensionati

L’età media dei pensionati è pari a 74,3 anni. Si registra una differenza significativa tra uomini (71,9 anni) e donne (76,3 anni), pari a 4,4 anni.

Importi e divario di genere

Le pensioni si concentrano nelle fasce più basse: il 36% degli uomini e il 54% delle donne percepiscono meno di 750 euro al mese. Complessivamente, si tratta di circa 9,7 milioni di prestazioni.

Solo il 42,2% di queste è legato a misure assistenziali o integrazioni al minimo, segno che una parte rilevante deriva da carriere contributive deboli.

Tra gli uomini, quasi la metà delle pensioni di vecchiaia (48,2%) si colloca nella fascia tra 1.500 e 3.000 euro mensili, evidenziando una distribuzione più favorevole rispetto a quella femminile.

Le nuove pensioni liquidate nel 2025

Nel 2025 sono state liquidate 1.540.943 nuove pensioni (-1,8% rispetto al 2024), per un importo complessivo annualizzato di 18,6 miliardi di euro, pari al 5,3% della spesa totale.

Il 54,2% delle nuove prestazioni è di natura previdenziale. In questo ambito:

  • il 62,3% riguarda pensioni di vecchiaia

  • il 29,1% pensioni ai superstiti

  • l’8,6% pensioni di invalidità

Tra le prestazioni assistenziali, il 92,1% è costituito da trattamenti di invalidità civile, mentre gli assegni sociali rappresentano il 7,9%.

Un sistema ampio e sotto pressione

I dati confermano l’ampiezza del sistema previdenziale italiano e il suo peso sulla finanza pubblica. L’invecchiamento della popolazione, le differenze di genere negli importi e il rapporto tra lavoratori attivi e pensionati restano fattori cruciali per la sostenibilità futura.

Redazione