A proposito del risultato del referendum sulla giustizia, risultato pessimo per il centrodestra che si è ritrovato a declinare la competizione come un test sul proprio operato, vogliamo introdurre la storia (vera) di Angela (nome di fantasia).
Angela è una giovane ed energica signora originaria del sud Italia che a Torino lavora come donna delle pulizie presso diverse famiglie. Ha due ragazzini in età scolare e un marito impiegato da anni in un’azienda metalmeccanica dell’hinterland torinese. Lo stipendio dell’uomo, arrotondato da quanto guadagna la moglie, ha permesso con tanti sacrifici e un mutuo, l’acquisto di un piccolo appartamento, due camere e cucina, in una zona semiperiferica della città.
La coppia lavora sodo, è misuratamente parsimoniosa ed era tutto sommato fiera dei risultati ottenuti.
Senonché, nel tempo, l’azienda metalmeccanica presso cui lavora il marito ha preso da andare prima non bene, poi male, poi peggio. Non ha commesse, di lavoro ce n’è sempre meno, i lavoratori all’interno si rendono conto perfettamente che così non può andare avanti. E infatti cominciano a circolare voci di chiusura.
L’uomo ha sentito che cercano autisti di camion ma per ottenere la patente, utile per lavorare, sarebbe necessario qualche migliaio di euro e adesso non è proprio nelle condizioni di spendere certe cifre.
Da qualche mese la famiglia sta pensando con grande preoccupazione al futuro.
Dal momento che Angela, in quanto affidabile e gran lavoratrice, si è fatta un piccolo giro di conoscenze, un’opzione sarebbe “cedere” al marito qualche lavoro che fa lei. Ma “come facciamo a tirare avanti se almeno uno dei due non ha uno stipendio con un po’ di sicurezza?”, si chiede Angela.
E così, con tantissimo dispiacere, la famiglia sta seriamente meditando di fare ritorno al paesello natio, nel profondo sud, dove almeno ci sono ancora i genitori che un aiuto lo danno, e una casa di famiglia.
Angela, che per sua stessa ammissione del referendum proprio non ha capito nulla, domenica, con la rabbia che negli ultimi tempi cresce sempre di più, si è recata comunque con il marito a votare.
Domanda semplice, semplice: secondo voi, al referendum, hanno votato sì o no?



