TORINO - Trovare una famiglia per ogni bambino che ne abbia bisogno, un po’ o per sempre. Questo il cuore del progetto CASA, acronimo di Comunità, Alleanze, Solidarietà e Accoglienza, un’iniziativa coordinata dal Forum delle Associazioni Familiari che accende i riflettori su una realtà delicata: l'affido e l'adozione.
I numeri illustrati in Regione Piemonte da Cristina Riccardi di Ai.Bi. (associazione Amici dei Bambini) parlano chiaro: in Italia sono 330 mila i minori seguiti dai servizi sociali, 39 mila nella nostra Regione. Solo in Piemonte, quasi 1.500 bambini vivono in comunità. Ma c’è un dato che preoccupa: se a livello nazionale l'affido cresce, nella nostra regione registra un calo di quasi l'8%.
Perché i bambini restano in comunità? Prova a rispondere Carmen Rita Mecca, Presidente del Tribunale per i minorenni: mancano famiglie affidatarie. L'allontanamento dai genitori biologici è sempre l'ultima spiaggia, ma quando accade, serve una casa pronta ad accogliere.
E l'accoglienza ha molti volti. C'è chi si prende cura di bambini con patologie gravi, come nel progetto "Avrò cura di te" della Comunità Papa Giovanni XXIII, e chi, come le "Famiglie per l’Accoglienza", vede nell’adozione la forma più alta di genitorialità.
Il progetto CASA ha un obiettivo triplice: aumentare il numero di famiglie disposte ad aprire le porte, formarle adeguatamente e sostenere i minori in ogni passo del percorso.
Per Adriano Bordignon, presidente nazionale del Forum Famiglie, l'auspicio è trasformare queste alleanze in una speranza concreta. Perché ogni bambino ha diritto a un luogo da chiamare "casa".



