TORINO - La vicenda di sfruttamento lavorativo all'interno di alcuni autolavaggi del torinese rappresenta una storia emblematica di illegalità, precarietà, violenza e lavoro nero sempre più diffusa nel nostro territorio.
Ciò che emerge è uno spaccato di lavoratori sfruttati a causa della loro condizione di stranieri irregolari, in assenza di qualsivoglia contratto di lavoro con evidenti abusi sia in materia di retribuzione che di orari di lavoro: 30 euro per non meno di 11 ore di lavoro, senza la minima misura di sicurezza e con metodi illegali di sorveglianza spesso accompagnati da minacce e violenze.
«Le notizie sulle condizioni lavorative in alcuni autolavaggi del nostro territorio si aggiungono a uno scenario già tristemente noto: sono troppi, infatti, gli eventi analoghi emersi alle cronache negli ultimi mesi» dichiara Federico Bellono, Segretario Generale CGIL Torino.
«Accanto alla leva del controllo, servono interventi urgenti: in primo luogo, politiche pubbliche che partano dalle istituzioni locali in coordinamento con le organizzazioni di rappresentanza, al fine di aggredire un "modello di impresa" che intossica il sistema economico del territorio».
Ancora Bellono: «Torniamo a ribadire non solo l’urgenza di aumentare il numero degli ispettori, ma anche quella di agevolare la regolarizzazione di tante lavoratrici e tanti lavoratori sul nostro territorio, altrimenti condannati a vivere nel ricatto sui luoghi di lavoro e, più in generale, a non veder rispettata la propria dignità di persone».


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