lineaitaliapiemonte.it - 24 febbraio 2026, 15:03

Referendum giustizia, al Massua il dibattito organizzato dal Siulp

A sostenere le ragioni del "si" l’ex senatore del PD Stefano Esposito e l’ex pm di Torino Donatella Masia. Per il "no" il presidente dell’ANM Cesare Parodi e il docente di Diritto penale Maurizio Riverditi

Referendum giustizia, al Massua il dibattito organizzato dal Siulp

TORINO - È durato un paio d'ore il dibattito sulla riforma costituzionale della giustizia organizzato dal SIULP di Torino al teatro Massua. 

Al centro del confronto i nodi più delicati del provvedimento: l’assetto delle carriere, la separazione delle funzioni tra giudice e pubblico ministero, le garanzie di autonomia e indipendenza della magistratura e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Tra gli interventi più incisivi, quello della magistrata in pensione Donatella Masia, che ha espresso critiche severe nei confronti dell’attuale Consiglio Superiore della Magistratura, soffermandosi in particolare sulla gestione della sezione disciplinare. Masia ha inoltre rivolto rilievi critici anche nei confronti dell’Associazione Nazionale Magistrati, ritenendo che il ruolo e le dinamiche interne dell’organismo associativo abbiano inciso nel tempo sugli equilibri del sistema. Secondo la magistrata, le criticità emerse renderebbero necessario un intervento di riforma più profondo e strutturale.

A replicare è stato il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Cesare Parodi, che ha difeso il ruolo dell’ANM e ha evidenziato quelle che considera le criticità istituzionali della riforma proposta. Parodi ha ricordato come migliaia di magistrati non siano iscritti ad alcuna corrente associativa, ridimensionando l’idea di una magistratura interamente condizionata da logiche correntizie. Ha inoltre espresso perplessità sul sistema del sorteggio per la composizione dei Consigli Superiori, sostenendo che tale meccanismo non garantirebbe la selezione delle figure più qualificate ed eccellenti per incarichi di così alta responsabilità. Critico anche sull’ipotesi di istituire due distinti Consigli Superiori della Magistratura, di cui ha sottolineato l’inutilità e il rischio di creare ulteriori complicazioni istituzionali. Parodi ha infine ribadito che l’Italia figura tra i Paesi europei con il minor numero di errori giudiziari, elemento che – a suo avviso – conferma la terzietà del giudice e l’equilibrio complessivo del sistema.

Molto applaudito l’intervento dell’ex senatore Stefano Esposito, che ha posto l’accento sul ruolo del pubblico ministero. Secondo Esposito, il PM quasi mai valorizza le prove a discarico dell’imputato, concentrando invece l’azione prevalentemente sugli elementi accusatori. Da qui la sua netta posizione a favore della totale separazione tra funzione requirente e funzione giudicante, ritenuta necessaria per garantire un reale equilibrio nel processo.

Di segno critico anche l’intervento del professore universitario e avvocato Maurizio Riverditi che ha sostenuto come la riforma, lungi dal rafforzare le garanzie per i cittadini, rischierebbe di generare confusione istituzionale e di compromettere la funzionalità del sistema giudiziario.

Il confronto è stato moderato dal Segretario Generale Provinciale del SIULP Eugenio Bravo.

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