TORINO - Sono 46, su 250, gli alloggi del bando “Autorecupero” che, in pochi mesi, sono stati ristrutturati dalle famiglie assegnatarie o consegnati “chiavi in mano” per consentire l’avvio immediato dei lavori.
Un risultato che, per la Regione, conferma l’efficacia di uno strumento capace di unire buon senso amministrativo e giustizia sociale.
«L'Autorecupero restituisce una chance a famiglie che aspettano in eterno in graduatoria la casa popolare di cui hanno bisogno e recupera dal degrado e dal rischio di occupazioni abusive case popolari lasciate vuote da troppo tempo. È il buon senso unito alla giustizia sociale» ha detto l’assessore regionale alla Casa Maurizio Marrone.
Che prosegue: «Vedere un così alto numero di domande provenire dal Bando 7, un bando di dieci anni fa, dà l’idea di quanto sul Comune di Torino il meccanismo delle assegnazioni fatichi a dare risposte ai cittadini che fanno richiesta di casa popolare. Grazie all’Autorecupero andiamo a dare risposte a molti di loro. Famiglie straniere integrate e per bene, cittadini italiani che ormai si erano quasi rassegnati a non vedere mai una casa popolare, potranno ora vivere in alloggi ristrutturati con cura e a misura di persona, custoditi come case che vengono sentite finalmente come casa propria».
L’assessore alla Casa Marrone e il presidente di Atc Maurizio Pedrini hanno donato simbolicamente ai primi assegnatari uno zerbino con il logo dell’Autorecupero e la scritta “Benvenuti a casa nostra”, come segno tangibile di un nuovo inizio.
Come funziona
La procedura prevede: partecipazione al bando; verifica dei requisiti dichiarati e del punteggio in graduatoria da parte della Commissione; sopralluoghi con i futuri inquilini per individuare l’alloggio più idoneo alle esigenze del nucleo familiare (posizione, dimensioni, servizi, entità dei lavori); pre-assegnazione per consentire l’esecuzione degli interventi; verifica tecnica da parte di Atc e controllo delle certificazioni degli impianti; quindi trasmissione del contratto per l’assegnazione ufficiale.
L’Autorecupero è previsto dalla Legge Regionale 3/2010 sull’edilizia sociale ed è rivolto a cittadini già inseriti in graduatoria (o in elenco) per l’assegnazione di una casa popolare.
Il principio è semplice: rimettere in circolo alloggi sfitti attraverso piccoli interventi di manutenzione eseguiti dagli stessi assegnatari, con rimborso delle spese sostenute. Un meccanismo che accelera le assegnazioni, contrasta il degrado e offre risposte concrete a chi attende da anni.
I numeri
I dati di Atc Piemonte Centrale parlano chiaro: oltre 700 domande sono pervenute da cittadini in difficoltà che avevano partecipato al Bando 7 del Comune di Torino nel 2018 e che da allora aspettavano un’opportunità per accedere a un alloggio di edilizia sociale. Per l’Autorecupero sono stati messi a bando 250 alloggi, con un incremento dell’80% della percentuale di alloggi assegnabili rispetto agli anni passati, quando era attivo solo il bando ordinario.
L’identikit dei nuovi inquilini è eterogeneo: famiglie italiane e di origine straniera integrate, anziani soli, nuclei con persone con disabilità. Una fotografia reale del bisogno abitativo della città.
A Torino gli alloggi non locati per necessità manutentive sono circa 1.000. Solo nel 2025 sono stati oltre 400 gli alloggi ristrutturati e consegnati.
Dall’inizio del mandato dell’assessore Marrone e del presidente Atc Maurizio Pedrini, l’azione congiunta di Regione, Atc, Prefettura e istituzioni coinvolte ha portato a una riduzione del 64% delle occupazioni abusive, con lo sgombero e il recupero di 196 appartamenti sottratti al degrado.



