lineaitaliapiemonte.it - 11 febbraio 2026, 09:40

Banche in fuga, metà dei Comuni piemontesi sono senza sportelli da più di dieci anni

Coinvolte dalla "desertificazione bancaria" più di seicentomila persone, l'appello della First Cisl: «fermare le chiusure degli sportelli nei territori»

Banche in fuga, metà dei Comuni piemontesi sono senza sportelli da più di dieci anni

TORINO - Prosegue anche in Piemonte la fuga delle banche dal territorio. Nella regione, infatti, ci sono ben 669mila persone che risiedono in comuni nei quali non c’è alcuna banca, cresciuti di 36mila unità negli ultimi 12 mesi.

In generale nella regione oltre la metà della popolazione è stata privata dell’accesso agli sportelli bancari dal 2015 ad oggi. I dati, aggiornati al 31 dicembre del 2025, sono contenuti nell’Osservatorio sulla desertificazione bancaria~della Fondazione Fiba di First Cisl, il sindacato dei lavoratori di banche e assicurazioni della Cisl.

La siatuazione

Nei 1.180 comuni piemontesi solo 191 hanno più sportelli; 213 comuni registrano la presenza di un solo sportello bancario, 226 sono privi dal 2015 e 550 risultano senza sportelli al 2015.

Un problema che investe anche le aziende: sono infatti 47mila le imprese che hanno sede in comuni privi di banche, 2.700 in più negli ultimi 12 mesi. E non basta neanche sapere che i piemontesi siano più tecnologici della media italiana (il 62% usa l'internet banking contro il 56% nazionale): il digitale, infatti, non può sostituire il rapporto umano. Il credito non deve essere visto solo come un profitto, ma come un servizio pubblico essenziale.

Le grandi banche continuano a tagliare: dal 2015, Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno chiuso rispettivamente 77 e 41 filiali in comuni della regione che oggi sono rimasti completamente scoperti.

La posizione del sindacato

«I numeri – spiegano i segretari generali di First e Cisl Piemonte, Luca Mellano e Luca Caretti –parlano chiaro: la ‘desertificazione bancaria’ non è un rischio, ma una preoccupante realtà, che coinvolge ormai oltre la metà della regione. Non parliamo solo di statistiche, ma di cittadini e imprese che si ritrovano isolati, senza nessuno a cui rivolgersi per gestire i risparmi o chiedere un finanziamento». Mellano e Caretti lanciano un appello alla responsabilità rivolto a istituzioni e direzioni bancarie. «Serve un confronto urgente – concludono i due segretari di First e Cisl Piemonte – per fermare le chiusure ed evitare che il ‘Sistema Piemonte’ si sgretoli per mancanza di ossigeno finanziario».

Per il segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani «le banche che vogliono essere considerate socialmente responsabili devono dimostrarlo coi fatti: o riaprono le filiali, o realizzano programmi gratuiti di educazione digitale, soprattutto per la clientela più anziana e comunque per quella non avvezza all’utilizzo del digitale. Oppure, possono sempre fare ambedue le cose».

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