TORINO - Un reportage fotografico su quanto accadde a sei milioni di ebrei e milioni tra sinti, rom, dissidenti, omosessuali e disabili, attraverso un preciso programma di atrocità di massa messo a punto dalla Germania nazista.
È la mostra “Seeing Auschwitz, uno sguardo su Auschwitz”, visitabile in anteprima fino a fine gennaio a Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte, prima di trasferirsi all'Archivio di Stato.
«Le immagini di questa mostra ci riportano prepotentemente a quei luoghi drammatici» ha spiegato il presidente del Consiglio Davide Nicco. «Quando l’ideologia calpesta il valore dei diritti umani e della vita vuol dire che evidentemente c’è qualcosa che non va nell’ideologia: la vita deve essere sempre superiore a qualsiasi tipo di ideologia. Io credo che forse, per passare dalla giovinezza alla maggiore età, sarebbe bene fare un viaggio in quei luoghi che sono stati posti di dolore, di morte e atrocità. Per cogliere non solo il senso di memoria e rispetto per tutte quelle infinite vittime, ma anche per una maturazione personale che non può che passare attraverso una presa d’atto: purtroppo nell’animo umano il male esiste».
Il presidente della Comunità Ebraica di Torino Dario Disegni sottolinea: «in un momento in cui assistiamo con grande preoccupazione a crescenti fenomeni di distorsione e banalizzazione della Shoah, che rappresentano un insulto alla memoria delle vittime e dei sopravvissuti, le straordinarie immagini originali dell'orrore di Auschwitz esposte alla mostra ci richiamano al dovere di una corretta comprensione della più grande tragedia del 900 e a un forte impegno civile per la difesa dei valori di giustizia, libertà e uguaglianza dei diritti di tutti gli esseri umani senza distinzione alcuna».
La mostra è stata commissionata nel 2020 dall’ONU e dall’Unesco è stata realizzata dall’ente culturale spagnolo Musealia, in collaborazione con il Museo statale polacco di Auschwitz-Birkenau. Arriva a Torino – unica sede in Italia – dopo gli allestimenti realizzati a Madrid, Londra, Parigi, New York e in Sudafrica.
L’allestimento negli spazi juvarriani dell’Archivio di Stato raggruppa le nove sezioni della mostra in quattro sale dove domina il buio da cui emergono le gigantografie di un centinaio di scatti.
Victoria Musiolek, curatrice dell’edizione italiana spiega: «La mostra Seeing Auschwitz è interamente fotografica. L'allestimento è stato pensato in modo da non distrarre il visitatore, permettendogli di concentrare l'attenzione sul principale oggetto - la fonte iconografica. Le immagini, se guardate attentamente, possono essere molto potenti. La loro visione apre un contenitore carico di storia, dove in pochi centimetri di carta fotografica, si condensano informazioni su fatti e persone. L'obiettivo della mostra è proprio quello: ‘vedere’ e riflettere su Auschwitz».
Cento scatti per raccontare l'orrore
La mostra racconta per la prima volta, attraverso un triplice punto di vista, lo sterminio perpetuato con meccanica sistematicità dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale.
La selezione di circa cento scatti realizzati tra il 1941 e il 1944, ritrovata fortunosamente dalla deportata ad Auschwitz Lilly Jacob nel 1945, comprende alcune immagini realizzate dalle SS durante l’attività di sterminio, ma anche altre preziose fotografie e disegni prodotti dagli stessi prigionieri. Infine alcune fotografie aeree che sono state scattate dagli alleati che sorvolavano l’area dei lager. Alcuni video di approfondimento arricchiscono l’esposizione. Una triplice ottica che mette in luce piani emotivi molto diversi fra loro.
La mostra “Seeing Auschwitz” è aperta al pubblico all'Archivio di Stato in piazzetta Mollino (accanto al Teatro Regio), fino al 31 marzo 2026, dalle 10 alle 18 con ingresso gratuito.



