TORINO - «Maranza e bombe, questa è integrazione?». È il testo dello striscione affisso dai militanti di CasaPound Italia in via Cigna, nel cuore di Barriera di Milano.
L’azione è una risposta diretta agli eventi di cronaca che hanno trasformato i festeggiamenti per la vittoria del Senegal in Coppa d’Africa in un incubo per i residenti: un vero e proprio ordigno esploso al civico 52 di Corso Giulio Cesare, che ha sventrato vetrine e danneggiato palazzi.
«Siamo passati dal degrado alla guerriglia urbana, ma a Palazzo Civico sembrano non accorgersene» la nota del movimento della tartaruga frecciata. «Mentre i cittadini venivano svegliati dal boato di una bomba assistiamo al silenzio assordante di chi dovrebbe garantire la sicurezza».
«In questo scenario da far west, il sindaco Lo Russo continua imperterrito la sua narrazione fiabesca, fatta di 'comprensione', accoglienza indiscriminata e coccole ai centri sociali. Evidentemente, dai salotti buoni del centro o dalle finestre del Palazzo, il fumo delle esplosioni di Barriera non si vede. O forse si sceglie deliberatamente di girarsi dall'altra parte per non ammettere il fallimento totale del modello multietnico del PD».
«Barriera di Milano è ostaggio di un'immigrazione fuori controllo che alza il tiro giorno dopo giorno» conclude la nota di CPI. «I residenti non hanno bisogno della 'comprensione' sociologica del Sindaco, né delle sue lezioncine morali: hanno bisogno di tranquillità. Chissà se il botto di Corso Giulio basterà a svegliare Lo Russo dal suo sonno ideologico».



