TORINO - Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO rappresenta una straordinaria opportunità di crescita economica per il Paese, a partire dall’export, che nel 2025 raggiungerà la cifra record di 73 miliardi di euro, nonostante dazi USA, tensioni internazionali e blocchi commerciali.
È quanto emerge da una proiezione Coldiretti su dati Istat diffusa in occasione dell’Assemblea nazionale di Coldiretti, a cui sono presenti il presidente di Coldiretti Piemonte e membro di giunta nazionale, Cristina Brizzolari, ed il delegato confederale, Bruno Rivarossa, con i presidenti delle federazioni provinciali.
Nei primi nove mesi dell’anno l’agroalimentare nazionale ha registrato una crescita del 6% sui mercati globali, con l’obiettivo di consolidare e possibilmente aumentare ulteriormente questo risultato entro fine anno. Un risultato importante anche dal punto di vista della crescita del Paese. Secondo un’indagine Coldiretti/Censis il 94% degli italiani ritiene che il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’Unesco sia un’opportunità di sviluppo per l’economia italiana e per l’Italia in generale.
«L’iscrizione Unesco dà alla nostra cucina quel che si è conquistata sul campo da tempo, con una sorta di certificazione di alto profilo di cui non potranno che beneficiare filiera e territori coinvolti» affermano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale.
«È un’occasione importante per promuovere la grande cucina piemontese e quindi anche la nostra agricoltura ed il nostro sistema del turismo enogastronomico che vede la presenza importante della rete degli agriturismi di Terranostra-Campagna Amica. Il riconoscimento è importante anche per fare chiarezza rispetto alla proliferazione dell’italian sounding, con oltre un italiano su due (53%) che all’estero si ritrova abitualmente a tavola pietanze e prodotti tricolori taroccati, fatti con ingredienti o procedure che non hanno nulla a che fare con la vera tradizione culinaria nazionale».


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